1 Luglio 2014

Il Pos, questo illustre sconosciuto

Il Pos, questo illustre sconosciuto

VITERBO – Si chiama Pos, acronimo di Point of sale (punto di pagamento), è il marchingegno fornito dalle banche agli esercizi commerciali, gli artigiani e i professionisti per consentire ai loro clienti il pagamento attraverso carte di debito (bancomat), carte di credito o carte prepagate. Da ieri, solo in linea teorica, la dotazione del Pos sarebbe obbligatoria. In pratica, i clienti potrebbero chiedere all’ idraulico, al macellaio, al geometra e via dicendo di saldare i conti e le parcelle superiori ai 30 euro con il Pos, peraltro già abbastanza diffuso negli esercizi più grandi come i supermercati. Il fatto che rende da una parte ridicola e dall’ altra fessa la norma, è che per i trasgressori non è prevista alcuna sanzione. Al massimo può scattare la cosiddetta ”mora del creditore” prevista dall’ articolo 1202 del codice civile. Il pratica, chi ha fatto acquisti, ha chiesto l’ intervento di un artigiano o si è rivolto a un professionista, può chiedere che il conto o la parcella gli vengano spediti casa. La formula è semplice: ”Io non ho contanti ma ho il bancomat, tu non hai il Pos, quindi ti pago non appena mi sarà possibile”. L’ altro aspetto estremamente significativo è che tra gli artigiani e i commercianti della Tuscia il Pos è ancora un illustre sconosciuto. ”E che è” risponde Domenico F. elettricista. E dopo una sintetica spiegazione dei contenuti del decreto rintuzza: ”Sono alcuni anni che io lavoro per tigna. Ci sono periodi che vado in netta perdita. Non vedo perché dovrei spendere un centinaio di euro al mese per sto’ coso”. Sarcastico uno dei pochi commercianti al dettaglio rimasti in centro: ”E’ diventato obbligatorio il pagamento elettronico al di sopra dei 30 euro di spesa? E chi li vede più – argomenta -, qui la spesa giornaliera è ridotta all’ osso. Quando va bene la gente spende al massimo una quindicina di euro. Magari avessi clienti che spendono più di 30 euro, ne metterei due o tre di Pos”. ”Il giudizio di Confartigianato Viterbo sull’ introduzione del Pos obbligatorio è nettamente negativo – dice Andrea De Simone, segretario dell’ organizzazione -, perché carica sulle imprese un altro costo di 1500-2000 euro l’ anno. Secondo i nostri calcoli – aggiunge – una piccola impresa che fattura 50mila euro l’ anno, subirebbe un aggravio di spesa tra i 500-600 euro”. La ricetta della Confartigianato è semplice: ”Chiediamo al Governo – conclude De Simone – un provvedimento di buon senso: mantenere l’ obbligo del Pos solo per le aziende che fatturano più di 600mila euro l’ anno. Mettendo così al riparo da un’ altra stangata le attività più piccole, che sopravvivono a stento”. Critica anche Confesercenti, secondo la quale la misura, che muove da esigenze di trasparenza e lotta all’ evasione, rappresenta ”un intervento pesante, che si trasformerà in un costo aggiuntivo di circa 5 miliardi l’ anno per le imprese. E che rischia di essere poco utile, visto che la grande maggioranza degli italiani (il 69%) non ha intenzione di cambiare le proprie abitudini di pagamento, come dimostra un’ indagine Swg”. Secondo le stime dell’ ufficio economico di Confesercenti, basate sul calcolo di canoni, commissioni, costi di installazione e di utilizzo dei Pos, il costo per le piccole e medie imprese sarà di 1.700 euro l’ anno. ”Una batosta – sostiene – che rischia di mettere in difficoltà le aziende proprio nel momento in cui si vedono i primi barlumi di ripresa”. Di diverso avviso le associazioni dei consumatori, per le quali l’ obbligo di accettare pagamenti con moneta elettronica ”rappresenta un grande passo avanti in termini di tracciabilità e di lotta all’ evasione, nonché un’ agevolazione a favore del cittadino, che disporrà di un ulteriore metodo di pagamento”. Per Federconsumatori e Adusbef, inoltre, ”la circolazione di meno contanti rappresenta un elemento di maggiore sicurezza, sia per il cittadino che per l’ esercente”. Il Codacons critica invece l’ assenza di sanzione: ”Ciò significa – dice – che, nonostante vi sia un obbligo, lo Stato non è in grado di farlo rispettare. Il solito pasticcio all’ italiana”. Lo stesso Codacons invita tutti i consumatori, a partire da oggi, ”a rifiutare il pagamento con denaro contante per spese superiori ai 30 euro, e farsi mandare il conto a casa da esercenti, artigiani e professionisti che, in barba alla legge non si sono muniti di Pos, in modo da scegliere in un secondo momento quando e come saldare il conto”. L’ iniziativa, spiega l’ associazione dei consumatori, è contro ”quei commercianti, professionisti e artigiani che, in barba alla norma che entra in vigore, non si sono dotati di Pos per consentire ai consumatori di effettuare pagamenti con bancomat o carta di credito”.

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