4 Gennaio 2015

“Il porta a porta è iniziato nel caos”

“Il porta a porta è iniziato nel caos”

Ancora polemiche per il nuovo servizio raccolta rifiuti di Borghetto affidato dal 1 gennaio alla società pubblica Ata, di cui è il Comune è socio. Fra il 31 dicembre e inizio anno la cittadina per ore e in molte zone è rimasta senza cassonetti per l’ eliminazione di quelli vecchi. Centinaia i sacchetti dei rifiuti gettati in strada. Quando poi sono stati posizionati i nuovi cassonetti per la differenziata ci sono state altre proteste per la mancata informazione ai cittadini e per le dimensioni (ridotte) dei contenitori stessi. Le associazioni dei consumatori, Assoutenti, Codacons, Casa del Consumatore, Lega Consumatori Acli-Adoc e Federconsumatori, che recentemente hanno siglato un protocollo d’ intesa con il Comune di Borghetto, rimarcano «l’ urgenza di elaborare al più presto le carte dei servizi relative alla raccolta differenziata per i rifiuti domestici e la nettezza urbana». Spiega Gian Luigi Taboga (Assoutenti): «Pur esistendo l’ obbligo di consultare preventivamente le associazioni dei consumatori in occasione della concessione del servizio ciò non è avvenuto, ed il servizio è partito o sta per partire in deroga a quanto previsto. Pur considerando la necessità di adeguarsi a una normativa europea non possiamo che stigmatizzare i ritardi e la differenziazione di sistema tra località e località, anche all’ interno delle neonate Unioni dei Comuni». Gli uffici di presidenza e quelli legali delle varie Associazioni dei consumatori, tramite una segreteria congiunta, chiederanno «di colmare la palese dimenticanza onde evitare spiacevoli conseguenze sul pano giuridico e amministrativo per la salvaguardia dei cittadini utenti-consumatori». Aggiunge Taboga: «Già abbiamo ricevuto segnalazioni di disfunzioni forse da attribuire a molteplici cause quali una carente e capillare informazione, la mancata gradualità di passaggio da un sistema all’ altro, la preponderante elencazione di doveri imposti rispetto a diritti irrinunciabili ma disattesi per un servizio che ai cittadini costa e verrà a costare sempre di più. Certamente il notevole ritardo accumulato non può essere recuperato in tempi brevissimi, occorrono comunque provvedimenti atti alla più ampia condivisione, ogni autoritarismo non potrà che produrre ulteriori ritardi per il raggiungimento del fatidico traguardo del 65% di raccolta differenziata, dal quale non possiamo sfuggire. Speriamo che gli incontri e le sollecitazioni da noi fatte a tutti i livelli possano portare buoni frutti perché se ciò non fosse possibile conseguenze assolutamente negative ricadrebbero sull’ intera comunità e su chi ne determina in parte i destini con le sue responsabilità politiche ed amministrative».
augusto rembado
 

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