14 Marzo 2019

Il ponte crollato dopo 7 giorni Processo trasferito a Palermo

la competenza territoriale non è di termini
Colpo di scena al processo che vede 15 imputati, che rappresentano i vertici dell’ Anas e della Bolognetta scpa, accusati del cedimento del viadotto Scorciavacche, il ponte sulla statele 121, «Palermo -Agrigento» inaugurato il 23 dicembre 2014 e crollato sette giorni dopo. Il Tribunale di Termini Imerese presieduto dal giudice Sandro Potestio (a latere Claudia Camilleri e Gregorio Balsamo), nell’ udienza che si è tenuta ieri mattina, ha sciolto la riserva sulla competenza territoriale: il processo sarà trasferito a Palermo in quanto la decisione che comportò l’ apertura anticipata del viadotto sarebbe avvenuta nel territorio di competenza di quel distretto. I giudici, ovviamente, non si sono pronunciati sull’ eccezione per la costituzione di parte di civile della Codacons, che adesso spetterà al nuovo collegio giudicante. Una decisione che ha lasciato basiti i pm Daniele Di Maggio e Alessandro Macaluso. Le posizioni che verranno esaminate dal Tribunale di Palermo sono quelle di Alfredo Bajo, condirettore generale tecnico dell’ Anas; Stefano Liani, direttore generale delle nuove costruzione dell’ Anas; Pietro Ciucci, ex presidente dell’ Anas; Michele Vigna, vice direttore del centro sud della direzione centrale delle nuove costruzioni dell’ Anas; Salvatore Giu seppe Tonti, direttore del compartimento regionale della Sicilia dell’ Anas; Claudio Bucci, dirigente tecnico dell’ Anas e responsabile unico del procedimento nell’ ambito dei lavori di ammodernamento della strada statale 121; Maria Coppola, coordinatrice dell’ ufficio Alta sorveglianza per contro dell’ Anas nell’ ambito dei lavori di ammodernamento della strada statale 121; Pierfrancesco Paglini, project manager della Bolognetta scpa; Davide Tironi, vice project manager della Bolognetta scpa; Stanislao Fortino e Giuseppe Rus sello, responsabili dei servizi tecnici della Bolognetta scpa; Fulvio Giovannini, direttore dei lavori dell’ ammodernamento stradale 121; Giuseppe Buzzanca, direttore tecnico; Nicolò Trovato, dirigente della Bolognetta scpa e la stessa società nella persona del legale rappresentate protempore Leonardo Potenza. Alla base dell’ attività investigativa avviata dal pm Francesco Gualtieri (poi trasferito alla Procura di Palermo) vi era stata una relazione del ministero delle Infrastrutture fatta dagli ispettori inviata subito dopo i fatti in Sicilia dall’ ex ministro Maurizio Lupi. La relazione è stata acquisita dai pm, insieme a quelle dei consulenti della Procura. Pertanto gli inquirenti termitani hanno concluso le indagini contestando due punti in particolare. Il primo si riferisce alla fase progettuale «e segnatamente quando veniva variato il progetto preliminarmente inserendo un rilevato in terra rinforzata in luogo della parte di viadotto originariamente prevista nel tratto» e questo «nonostante le caratteristiche geologiche, geomorfologiche ed idrogeologiche dell’ area sconsigliassero palesemente una soluzione progettuale diversa dal viadotto». «Inoltre, sempre nella fase progettuale, venivano assunti come riferimenti parametrigeotecnici non rappresentativi della realtà territoriale», scrivono i pm. Il secondo punto contestato riguardala fase esecutivaperché«veniva eseguito un numero esiguo di prove di carico su piastra». Nel mirino anche l’ apertura anticipata del tratto a Natale del 2014 «nonostante non sussistesse alcuna necessità o urgenza e l’ organo di collaudo non avesse mai eseguito alcuna visita o sopralluogo presso il cantiere». (*GIUSP*)

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