11 Febbraio 2003

IL POMODORO CINESE NELLE CONSERVE

IL POMODORO CINESE NELLE CONSERVE


Intensificati i controlli

ROMA ? «Il fenomeno del pomodoro di importazione cinese, mescolato a quello italiano, per confluire nelle conserve vendute nel nostro paese, è grave e preoccupante. Per combattere questa frode, il Ministero delle Politiche agricole ha già dato mandato al Corpo forestale dello Stato di intensificare i controlli di filiera, in particolare sull`industria di trasformazione del pomodoro, e di quel segmento che gode delle agevolazioni comunitarie previste per il regime di importazione temporanea». Con queste parole il ministro delle Politiche Agricole, Gianni Alemanno, ha risposto alle segnalazioni pervenute dalle associazioni di categoria sull`utilizzo di pomodoro concentrato proveniente dalla Cina per la produzione di trasformati. Alemanno ha richiamato l`attenzione delle strutture di vigilanza del Mipaf affinché impediscano che questi quantitativi di provenienza extracomunitaria siano utilizzati dalle industrie di trasformazione italiane, in violazione sia delle norme sull`etichettatura e la sicurezza alimentare, sia delle norme doganali. «La contaminazione dei nostri migliori prodotti italiani e dei migliori sapori del nostro patrimonio nazionale con disinvolte operazione di import-export, ha ribadito il ministro, è inaccettabile, non solo perché inganna i consumatori ma danneggia gravemente le industrie che usano solo pomodori italiani e pagano i dazi doganali dovuti». Intanto, dopo la denuncia della Coldiretti, arriva la denuncia del Copalcons, l`Osservatorio del Codacons sulla pubblicità alimentare. Il Colpacons ha infatti presentato un esposto alla procura della Repubblica di Torino e di altre città italiane in cui si chiede di aprire delle indagini avvalendosi dell`azione dei Nas, attraverso ispezioni e analisi a tappeto in tutta Italia. In particolare, il Copalcons chiede di accertare se sia o meno ravvisabile, per la questione sollevata dalla Coldiretti, il reato di frode in commercio. Per l`associazione infatti, è ingannevole e scorretto pubblicizzare un prodotto come made in Italy e proveniente dalle coltivazioni nostrane quando nella realtà lo stesso prodotto viene fabbricato utilizzando anche materia prima straniera. Il consumatore infatti legge nell`etichetta la provenienza italiana dei pomodori utilizzati per conserve, passate, sughi ma inconsapevolmente compra un prodotto realizzato anche con pomodori cinesi.

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