9 Marzo 2014

Il pm: Big Pharma, associazione criminale

Il pm: Big Pharma, associazione criminale

Ci sono già quattro indagati – ma sono destinati a salire – nell’ inchiesta penale parallela a quella dell’ Antitrust che ha multato con 180 milioni di euro il presunto cartello tra i due colossi farmaceutici Roche e Novartis per imporre sul mercato un prodotto da oltre 900 euro a scapito di un altro, dallo stesso effetto ma dal costo assai inferiore, tra 15 e 80 euro.Il procuratore di Torino Raffaele Guariniello ha indagato i responsabili legali italiani delle due case farmaceutiche per disastro doloso e associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata a danno del Sistema sanitario nazionale. Il motivo, nella sua drammaticità, è semplice: 100 mila malati – su 1 milione di italiani colpiti dalla patologia – hanno dovuto rinunciare a curare la loro maculopatia oculare a causa dell’ eccessivo costo del Lucentis e del fatto che l’ economico Avastin era stato dichiarato pericoloso. E il disastro colposo è ipotizzato per il sospetto di «messa in pericolo dell’ integrità fisica di un numero indeterminato di persone che non hanno potuto curarsi i problemi alla vista». Il sospetto è che Roche e Novartis non abbiano salvaguardato la salute delle persone, ma abbiano preferito perseguire i loro interessi. In altri termini siamo di fronte alla versione farmaceutica del «dolo eventuale» che Guariniello aveva già contestato ai vertici dell’ acciaieria Thyssenkrupp processati per la morte di 7 operai nel rogo del 5 dicembre 2007. Il disastro doloso, un reato punito con il carcere fino ai dodici anni, prevede appunto l’ accettazione del rischio pur di raggiungere il fine.Ma non finisce qui. A parte l’ inchiesta della Procura di Roma che indaga per aggiotaggio, ossia per il rialzo o ribasso fraudolento di prezzi, a Torino ci sono altri due filoni d’ indagini, svolte dai carabinieri del Nas, in parte dal 2012, su mandato di Guariniello, per un’ ipotetica corruzione. Secondo un esposto della Società oftalmica italiana – che risale allo scorso 30 dicembre – «è difficile immaginare che le società farmaceutiche siano riuscite a truffare il Servizio sanitario nazionale senza la fondamentale sponda di qualche soggetto operante in Ema e Aifa. Accuse che Aifa respinge al mittente con tanto di querela. Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ribadisce comunque che il progetto di riorganizzazione dell’ Aifa non ha niente a che fare con la vicenda. E ancora: Guariniello ha aperto un altro fascicolo per far luce sulla riduzione delle dosi di Avastin in parti più piccole, trasformando così illegalmente prodotti industriali in preparati galenici. Il Nas di Torino ha scoperto che alcune farmacie della Lombardia realizzavano abusivamente preparati galenici su incarico di alcune strutture sanitarie. L’ Avastin, nato nel 2004 e brevettato da Genentech, controllata di Roche e quindi anch’ essa sotto la lente di ingrandimento degli investigatori, è stato a poco a poco estromesso dal grande giro a favore del Lucentis (brevettato ancora dalla Genentech ma sviluppato insieme a Novartis), molto più costoso, che l’ Aifa ha inserito il 4 dicembre 2008 nella famiglia dei medicinali coperti dal Servizio sanitario nazionale. Con un grave disagio per le casse dello Stato. Gli oftalmologi della Soi stimano che il presunto accordo Roche-Novartis («anche per il tramite di Genentech e delle proprie filiali italiane Roche Italia e Novartis Farma») per imporre l’ esclusiva del Lucentis ha provocato al Servizio sanitario nazionale una maggiorazione di costi di 400 milioni all’ anno. Per Avastin (di grande successo ma che doveva essere utilizzato off-label, ovvero al di fuori del limite delle indicazioni terapeutiche) il colpo di grazia è arrivato il 18 ottobre 2012, quando l’ Aifa lo ha escluso dalla lista dei farmaci rimborsabili.E mentre il Codacons chiede che l’ Aifa interrompa l’ autorizzazione dei faramaci di Roche e Novartis, le due aziende respingono tutte le accuse e insistono «sulla differenza delle molecole di Lucentis e Avastin».
grazia longo

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