26 Maggio 2021

Il pizzo sulle esequie, le mani sulla gestione delle ambulanze e le morti provocate

CATANIA.  L’immagine  corredo  di  questo  pezzo  è  più  eloquente  di  mille  parole:  un  membro  del  gruppo  criminale  sottrae  un  rosario,  forse  di  valore,  stretto  tra  le  mani  di  un  defunto.  Un’immagine  che  testimonia  la  totale  assenza  di  scrupoli  di  sentimenti  da  parte  di  gente  che  “violentava”i  morti  per  ottenere  in  cambio  denaro  la  certezza  di  assicurarsi  il  servizio  funebre.  Il  racket  del  caro-estinto,  come  ieri  hanno  dichiarato  responsabili  dell’associazione  di  consumatori  Codacons,  è  diffusissimo  in  tutti  gli  ospedali  italiani  vede  spesso  la  connivenza  tra  operatori  sanitari,  dipendenti  titolari  di  agenzie  di  pompe  funebri  operatori  di  onlus  destinate  al  trasporto  di  pazienti  non  deambulanti.A  volte  costi  dei  servizi  prestati  vengono  gonfiati  per  poter  ricompensare  tutti  gli  attori  dei  turpi  affari.  Altre  volte,  come  nel  caso  dell’operazione  “Requiem”  di  cui  parliamo  in  questa  pagina  nella  pagina  del  giornale,i  complici  del  gruppo  criminale  si  accontentavano  di  10  euro  per  ogni  servizio  procacciato.A  tanto  ammontava  infatti  il  sovrapprezzo  imposto  per  fornire  il  lavoro  richiesto.  In  Sicilia,  Catania  in  particolare,  le  mani  della  criminalità  sono  finite  spesso  sulla  gestione  di  servizi  funebri  di  trasporto  sulla  gestione  delle  ambulanze.  Ci  sono  stati  anche  casi  in  cui  gente  senza  scrupoli  provocava  la  morte  di  pazienti  ai  quali,  durante  il  trasporto  in  ambulanza,  veniva  iniettata  aria  nelle  vene  per  provocarne  la  morte  favorire  poi  gli  amici  del  servizio  funebre.  Il  caso  più  eclatante  è  quello  di  Biancavilla.  Pochi  giorni  fa  è  arrivata  la  condanna  all’ergastolo  per  l’infermiere  che  con  queste  precise  modalità  uccideva  pazienti.  Quattro  anni  fa,  sempre  Biancavilla,  ci  fu  un  blitz  condotto  dai  carabinieri  su  ordine  della  Procura  etnea,  denominato  “Reset”  (naturale  prosieguo  dell’operazione  “Onda  d’urtourto”),  che  portò  all’arresto  di  sei  persone  vicine  al  clan  Mazzaglia-Toscano-Tomasello.  Per  ogni  funerale  l’organizzazione  criminale  chiedeva  200  euro  (era  questa  l’estorsione  un  imprenditore  delle  pompe  funebri)  ed  era  inoltre  pronta  mettere  le  mani  sulla  gestione  delle  ambulanze  nell’ospedale  di  Biancavilla  grazie  un  accordo  tra  gli  adraniti  biancavilloti.V. 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox