20 Aprile 2017

“Il Pil cresce”, balla di Renzi: Sud a picco

“Il Pil cresce”, balla di Renzi: Sud a picco
altro che crescita, i dati istat impietosi: peggio del 2010. la campania arranca col -16%

CASERTA – “L’ Italia riparte”, “Il Pil aumenterà nel 2017, me le previsioni mi consentono di dire che vedremo in segno + già nel 2016”, “Sfido l’ Ue, le riforme ci faranno crescere”: nel repertorio di Matteo Renzi al governo c’ è stato questo e tanto altro. Non la tanto sbandierata crescita dei consumi però. “I dati sulla povertà e sul disagio economico delle famiglie sono tutt’ altro che stabili in Italia, e registrano una crescita abnorme rispetto al periodo della crisi economica”: lo assicura il Codacons, commentando il dossier Istat sul Def illustrato ieri nel corso dell’ audizione nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato. “L’ Istat ci dice che l’ 11,9% delle famiglie italiane nel 2016 si è trovata nelle condizioni di ‘grave deprivazione materiale’ – spiega l’ associazione che tutela i consumatori – Numeri letteralmente esplosi rispetto al 2010 quando, in piena crisi economica, il numero di famiglie in situazione di grave deprivazione materiale secondo l’ Istituto di statistica si fermava al 6,9%. Questo significa che il disagio economico dei nuclei familiari italia ni è peggiorato di anno in anno, e che i governi che si sono succeduti non hanno fatto nulla per contrastare la povertà che anziché ridursi è aumentata in modo esponenziale in Italia”, conclude l’ associazione in difesa dei consumatori. Sei anni che comprendono anche il ‘periodo aureo’ al quale avrebbe voluto farci credere l’ ex premier, puntualmente raccontato dalla stampa amica. Eppure dal 2007 al 2015 il Pil pro capite degli italiani è sceso del 10,8%, passando da 28.699 a 25.586 euro (-3.113 euro). Nessuna Regione italiana è riuscita ancora a tornare ai livelli che precedevano la crisi economica, ma in alcuni casi il calo del Pil pro capite medio dei suoi cittadini è stato più sensibile. Inutile sottolineare che la Campania è tra i territori in maggiore affanno, con un poco rassicurante -16% del prodotto interno lordo. In termini complessivi il valore aggiunto ha registrato nel 2015, in Campania, una crescita dello 0,9%, un dato inferiore alla media nazionale (+1,3%), che evidenzia una maggiore difficoltà ad avviare la ripresa. Oggi, coi dati 2016, la situazione è la stessa, e pure l’ atteggiamento del governo. “Resta – ha spiegato il deputato Udc Giuseppe De Mita a proposito del Def – un’ enfasi sulla crescita ma senza misure originali che puntino sulla innovazione dei fattori produttivi oltre che sul recupero di produttività. Mancano misure e risorse serie sul riequilibrio della ricchezza e sulle povertà”. Per il senatore M5S Sergio Puglia i dati Istat sulla povertà “sono molto allarmanti e mettono in evidenzia quanto siano state sbagliate le politiche messe in campo sia da questo governo, che da quelli precedenti. Non dimentichiamo che povertà e disuguaglianze impediscono una ripresa economica dato che sono proprio le fasce più deboli che, se sostenute, spendono gran parte del loro reddito innescando un circuito virtuoso di crescita e occupazione”.
maria bertone
 

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