Il Pil a torna a crescere nel quarto trimestre, +0,1%
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fonte:
- AGI
(AGI) – Roma, 11 mar. – Piu’ negativo il Codacons: “L’impercettibile crescita registrata o che quella che si prevede nel 2014, non sono in grado di aver alcun effetto reale sulla disoccupazione”. “La scossa che necessita il Paese per ripartire richiede risorse finanziarie che il Governo non e’ attualmente in grado di mettere in campo, – aggiunge l’associazione – tanto meno se poi i soldi non saranno tutti concentrati nel ridare capacita’ di spesa alle famiglie in difficolta’ ma saranno dispersi, dando un colpo alla botte ed uno al cerchio, riducendo cosi’ gli effetti sul sistema economico”.
L’Istat inoltre sottolinea che nel 2012, a fronte di una flessione del prodotto interno lordo del 2,4%, il potere d’acquisto delle famiglie e’ diminuito del 4,7%. “Si tratta di una caduta di intensita’ eccezionale, che giunge dopo un quadriennio caratterizzato da un continuo declino”, ha sottolineato il presidente facente funzione dell’Istituto Antonio Golini in un’audizione davanti alla commissione Finanze e tesoro del Senato. L’aumento del prelievo fiscale, rileva Istat, ha notevolmente contribuito alla forte contrazione del reddito. Non solo quasi il 50% della busta paga va a tasse e contributi. Secondo i risultati delle ultime stime Istat disponibili sull’anno d’imposta 2012, “i percettori di un solo reddito da lavoro dipendente ricevono in media, nel 2012, una retribuzione netta di 16.153 euro circa l’anno, di poco superiore alla meta’ del valore medio del costo del lavoro (31.719 euro). Il valore medio del cuneo fiscale e contributivo per i lavoratori dipendenti e’ pari al 49,1% del costo del lavoro”. Infine dall’ultimo ‘Interim Economic Assessment’ dell’Ocse emerge che l’Italia resta il Paese del G7 con le prospettive di crescita piu’ basse. L’organizzazione parigina pero’ ha rivisto al rialzo le stime sul Pil della penisola. Secondo gli ultimi dati Ocse, la nostra economia si e’ contratta dello 0,1% su base annuale nel terzo trimestre del 2013 ed e’ cresciuta dello 0,5% nel quarto trimestre. Nell’Interim Assessment dello scorso settembre, l’economia italiana era stata stimata in calo dello 0,4% nel terzo trimestre e dello 0,3% nel quarto. Si tratta, per una volta, di un’eccezione positiva, in quanto le stime sulla crescita delle altre grandi economie europee sono state riviste al ribasso. (AGI) Red/Ila
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