Il piano di rimborso dei bond non piace
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fonte:
- Trentino extra
Bond, l?Argentina non migliora la proposta
Sit-in dei consumatori e la Farnesina chiama l?ambasciatore di Buenos Aires
ROMA. La soluzione del governo argentino per i bond-spazztura in Italia sta scatenando il putiferio. Ieri i consumatori hanno protestato davanti al Parlamento, mentre alla Farnesina veniva chiamato l?ambasciatore di Buenos Aires. E gli stessi giornali argentini prevedono che da noi sarà difficile la road-show per illustrare il piano che coinvolge circa 450.000 obbligazionisti italiani. Il Codacons invita, per ritorsione, a boicottare le lezioni di tango e le bistecche argentine. L?incontro con il sottosegretario alle finanze argentino Guillermo Nielsen è stato deludente per i consumatori. «Il piano di rimborso dei bond non piace neanche a noi, però è definitivo: prendere o lasciare» avrebbe detto, riconoscendone per la prima volta lo scarso ?appeal?. Fra l?opposizione dei consumatori («proposta inaccettabile» per l?Intesa) e gli incontri con Bnl e Capitalia per chiarire i termini dell?offerta di Buenos Aires, il primo giorno del road show per cercare adesioni al piano si conclude nel segno del ?muro contro muro?. Da una parte il governo argentino che propone di tagliare del 70% il capitale dei tango-bond. Dall?altra i consumatori. Le associazioni dell?Intesa, oltre ad Altroconsumo e circa 150 privati risparmiatori, hanno prima manifestato a Montecitorio, spronando il governo italiano a «battere i pugni sul tavolo» contro il crac, che ha colpito quasi mezzo milione di italiani. Poi hanno incontrato Nielsen nello studio legale Cleary, Gottlieb, Steer & Hamilton, che rappresenta in Italia le ragioni del governo Kirchner. E sono usciti dal lussuoso palazzo di piazza di Spagna confermando la bocciatura dell?offerta argentina. Ma forse si sta aprendo quel ?canale diplomatico? fra i governi italiano e argentino da più parti auspicato. Le associazioni dei consumatori, ieri nel sit-in a Montecitorio, hanno insistito sulla posizione poco chiara del governo, chiedendo una maggiore tutela, a costo di mettere l?Argentina «al bando dalla comunità finanziaria e diplomatica e internazionale» e persino ritirando l?ambasciatore italiano a Buenos Aires. E il governo starebbe delinenando una posizione: lo ha detto Nicola Stock, co-presidente del comitato globale dei creditori dell?Argentina, che ha incontrato il sottosegretario agli esteri Giampaolo Bettamio, il quale ha poi visto l?ambasciatore argentino a Roma, facendogli presente la «grave preoccupazione» del governo italiano.
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