22 Novembre 2007

Il petrolio verso quota 100 brucia le Borse

UN`ALTRA DÉBACLE PER I TITOLI FINANZIARI, NORTHERN ROCK -13%.
IL VECCHIO CONTINENTE REGREDISCE AI LIVELLI DI UN ANNO FA, DOW JONES -1,62%
Il petrolio verso quota 100 brucia le Borse

Ai 100 dollari per barile manca solo un soffio. Ieri sul mercato di New York il petrolio ha toccato per un attimo i 99,29 (nuovo record, poi ha chiuso a 97,29); sulla piazza di Londra il Brent, greggio che fa da riferimento in Europa, ha quotato 96,53 dollari. Un po` per il caro-energia, un po` per la crisi dei mutui inesigibili e un po` per la riduzione delle stime di crescita da parte della Federal Reserve americana i mercati azionari hanno vissuto un`altra bruttissima giornata; il rimbalzo della vigilia si è rivelato effimero e le sole Borse europee hanno bruciato in una seduta 224 miliardi di euro di capitalizzazione. A Piazza Affari l`indici Mibtel ha perso l`1,94% e l`S&P/Mib l`1,53% e così Milano è ai minimi da 15 mesi. Dall`altra parte dell`Atlantico sono andati male sia il Dow Jones (-1,62%) che il Nasdaq (-1,33%). Fra le tante cause della corsa dell`oro nero, che contribuisce al malessere dei mercati finanziari, la più immediata è la caduta del dollaro, precipitato ieri al nuovo minimo storico di 1,4855 contro l`euro. Ma la giornata ha riservato anche altre sorprese negative. Il dipartimento americano dell`Energia ha fatto sapere che le scorte di petrolio negli Usa sono calate di 1,1 milioni di barili (mentre gli analisti le stimavano in aumento di 700.000 barili); brutta novità perché con l`inverno si approssima anche un picco della domanda di energia. Però i segnali sono misti e le scorte di benzina sono cresciute di 200.000 barili. In Italia le compagnie non stanno a farsi troppe domande e per sicurezza allineano i prezzi della benzina e del gasolio ai massimi raggiunti da alcune l`altroieri. Uno studio del Codacons denuncia che in cinque anni il prezzo del gasolio è aumentato del 50% (precisamente +49,6%) e quello della verde del 31%. Oggi, rispetto alla media del 2002 ci vogliono 21,5 euro in più per fare un pieno diesel e 16,35 euro in più per un pieno di benzina. In base a questi calcoli, se si usa con una certa frequenza l`automobile e si fanno circa 45 pieni all`anno, l`incremento annuo di spesa, valutato dal Codacons, per colpa del caro-carburante è di circa mille euro per chi ha una macchina diesel e circa 750 euro più di 5 anni fa per chi va a benzina. Il calo delle Borse europee è stati anticipato da una valanga di vendite in Asia (Tokyo -2,46%, Hong Kong -4,15%, Singapore -2,65%) e certificato in chiusura da un indice Stoxx600 che in percentuale perde il 2,48 e in assoluto torna al livello del novembre 2006, come dire che in un intero anno il progresso è stato zero. I dati continentali di settore puniscono l`auto con un indice -3,6%, le banche con il -2,8%, i servizi finanziari il 3,2%, le materie prime che perdono quasi il 4%, l`edilizia che arretra del 3,3% e i tecnologici -3,4%. Non si salva nessuno. Dando un`occhiata alle singole Borse, fuori dai confini italiani a Londra l`indice Ftse100 ha perso il 2,50%, a Parigi il Cac40 ha lasciato sul terreno il 2,28% e a Francoforte il Dax è arretrato dell`1,41%. Nel mirino soprattutto i titoli del comparto finanziario. A Londra Northern Rock ha preso la solita batosta (-13%) stavolta motivata dal fatto che il gruppo, molto esposto sul fronte dei mutui “subprime“, ha confermato di aver sì ricevuto una nuova proposta di acquisto ma a un prezzo “sensibilmente inferiore“ al corso di Borsa dell`altroieri. Sempre a Londra, Barclays ha fatto -5,5%. Pesanti segni meno a Parigi per Société Générale -6,6%, Dexia -5,6% e Crédit Agricole -4,5%. A Francoforte Commerzbank -6,5 per cento.

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