3 Febbraio 2016

Il petrolio trascina al ribasso le Borse: bruciati 191 miliardi

Il petrolio trascina al ribasso le Borse: bruciati 191 miliardi
mercati
barile sotto i 30 dollari, ripartono le vendite piazza affari maglia
nera in europa. crollo dei bancari benzina ai minimi da 6 anni: meno di
1,4 euro al litro

Torna la tensione sui mercati e sempre per la stessa causa principale: il tracollo del prezzo del petrolio, che ieri è tornato sotto quota 30 dollari il barile. Le vendite generalizzate sui titoli bancari, poi, hanno contribuito a mandare ko i listini azionari europei e in primo luogo Piazza Affari, che ha registrato le peggiore performance di giornata con un calo del 3,05% sul Ftse Mib. Per il ministro dell’ Economia Pier Carlo Padoan non è in atto alcun attacco di tipo speculativo. Resta il fatto che l’ indice Stoxx 600, che fotografa l’ andamento dei principali titoli quotati sui listini del Vecchio continente, ha ceduto il 2,05%, che equivale a 191 miliardi di euro bruciati in una seduta. Milano soffre Il barile Wti, la qualità americana, è tornato a scendere sotto 30 dollari, nell’ attesa di scorte Usa di nuovo in crescita e con l’ allontanarsi di un’ ipotesi di accordo tra Russia e Opec per tagliare la produzione, attualmente in eccesso rispetto a una domanda stagnante. In arretramento anche il Brent, che scivola in area 32,5 dollari al barile (le materie prime). E così i mercati Ue hanno ampliato il rosso con l’ inizio dell’ operatività Usa: Milano ha chiuso in calo del 3,05%, la piazza peggiore d’ Europa con il comparto bancario in difficoltà e Mps in fondo al listino. Forti vendite anche sui titoli legati al greggio, come Eni e Saipem. In profonda perdita anche le altre Borse Ue: Parigi scende del 2,47%, Francoforte dell’ 1,81% e Londra del 2,47 per cento. Carburanti ai minimi Intanto il prezzo della benzina, proprio grazie al crollo del greggio, scende sotto quota 1,4 euro per la prima volta dal novembre del 2010. Stando alle rilevazioni del ministero dello Sviluppo, il prezzo medio (calcolato considerando self e servito, pompe bianche e gestori di marca) è sceso già il 25 gennaio a 1,392 euro al litro e il 1° febbraio è andato ancora più giù, a 1,387 euro. Secondo le statistiche del ministero l’ ultima volta che il prezzo era sceso sotto quota 1,4 euro era il novembre 2010 (1,385 euro). Le associazioni dei consumatori, tuttavia, spingono per una riduzione delle imposte. Il prezzo attuale, per il Codacons, «è ancora insufficiente: gli italiani continuano a pagare per i carburanti più di quanto dovrebbero e oltre il 20% in più rispetto alla media europea». Sempre secondo il Codacons, infatti, «esiste un margine per ottenere ulteriori diminuzioni dei listini, considerata la lentezza con cui i prezzi sono scesi rispetto al deprezzamento del petrolio. Ma soprattutto occorre intervenire sul fronte della tassazione: è intollerabile che sul prezzo di un litro di benzina quasi il 70% sia rappresentato da tasse. Lo Stato lucra sui mancati ribassi dei listini e questo è indegno e immorale, oltre che un danno per i consumatori». Tornando a Piazza Affari, per Padoan non ci sono evidenze di attacchi speculativi all’ Italia: «Il calo della Borsa è legato a fattori non strutturali ma di fiducia. Alcune banche sono salite ed altre scese», ha riferito il ministro dell’ Economia al Copasir. Padoan ha assicurato l’ impegno del ministero a monitorare i mercati finanziari e ha spiegato che le sofferenze bancarie ammontano a 201 miliardi di euro, ma al lordo. Al netto la situazione è migliore di quella di altre nazioni europee.
 
 

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