22 Novembre 2007

Il petrolio torna alla ribalta

Sull`onda anche delle spinte speculative il petrolio torna alla ribalta …

Sull`onda anche delle spinte speculative il petrolio torna alla ribalta preparandosi a sfondare i 100 dollari al barile, seguendo il crollo del dollaro precipitato ieri al nuovo minimo storico di 1,4855 contro l`euro. Negli scambi elettronici al mercato di New York, le quotazioni del greggio hanno ha superato infatti quota 99 dollari al barile, toccando un nuovo record a 99,29 dollari per poi chiudere a 97,39. Nuovo record anche per il Brent che a Londra, ha raggiunto i 96,53 dollari al barile. E mentre la Bce lancia l`allarme-inflazione per le fiammate dell`oro nero (ma anche degli alimentari), i mercati appaiono sempre più convinti che la Banca centrale americana taglierà nuovamente i tassi di interesse il mese prossimo per sostenere l`economia alle prese con la crisi immobiliare e dei famigerati mutui subprime. Ma il mercato teme anche un deficit degli approvvigionamenti di greggio e benzina. Gli operatori guardano infatti con preoccupazione alla pubblicazione dei dati sulle scorte settimanali di petrolio negli Stati Uniti, in un periodo particolarmente a rischio come l`ultimo scorcio dell`anno in cui si registra un picco della domanda. In uno scenario reso poco allegro anche dalle notizie dai tagli Irpef alle tredicesime, continua intanto la corsa dei prezzi dei carburanti anche in Italia. Con diverse compagnie che ieri hanno rivisto i listini consigliati ai gestori. Il gasolio si porta così, quasi per tutti i marchi, a un soffio da quota 1,30 euro, mentre la verde, che già aveva superato la soglia di 1,38 nei distributori Shell, resta a ridosso di questa cifra per quanto riguarda gli altri marchi, con Erg, Esso e Total che hanno rivisto il prezzo. “In cinque anni – accusa il Codacons – il prezzo del gasolio è aumentato del 50% e oggi ci vogliono 21,5 euro in più per un pieno diesel e 16,35 euro in più per un pieno di benzina. Con l`attuale livello di prezzi proiettato sull`anno, oggi un automobilista si troverebbe a spendere 750 euro in più annui per la benzina e 1000 in più per il gasolio rispetto allo stesso periodo 2002. Allora, infatti, la benzina costava 1,052 euro al litro contro 1,379 euro al litro di oggi, il gasolio 0,867 contro 1,297. “Il 21 novembre del 2002, esattamente cinque anni fa – afferma il presidente, Carlo Rienzi – la benzina costava il 31% in meno e il gasolio ben il 49,6% in meno“. E mentre l`American Petroluem Institute stima che gli stock di greggio Usa nella settimana al 16 novembre sono aumentati di 1,446 milioni di barili a 315,64 milioni (338,184 milioni un anno fa), l`Istituto di Affari internazionali nel suo ultimo rapporto “Global Outlook“ (presentato ieri da Franco Carraro, presidente del Mediocredito Centrale insieme al sottosegretario al Commercio Internazionale Agostini ), ha affrontato il ruolo dei nuovi protagonisti dei mercati internazionali sempre più affamati di energia. “Il 2008 – hanno sottolineato il vice presidente dello Iai, Paolo Guerrieri, professore alla Sapienza e il direttore della rivista Affari Internazionali, Enrico Sassoon – sarà l`anno che consacrerà il ruolo dei paesi emergenti (Cina, India, Brasile, Russia e altri) che offriranno un contributo determinante (più del 50%) alla crescita dell`economia mondiale“. Nel complesso il gruppo delle economie emergenti “crescerà il prossimo anno intorno al 7,6%, un tasso di incremento quattro volte superiore a quello dei paesi sviluppati“.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox