5 Agosto 2009

Il petrolio spinge l’altalena dei prezzi

I DATI OCSE: L’INFLAZIONE A GIUGNO SCENDE DELLO 0,1% CONTRO IL +0,1% DI MAGGIO. LA VOLATILITÀ È LEGATA ALL’ANDAMENTO DEL GREGGIO

 TORINO Gli alti e bassi di petrolio e benzina mandano sull’altalena anche l’inflazione. E il mercato volatile dei prezzi è un chiaro indizio di quanta incertezza ci sia ancora sulla ripresa dell’economia. Così petrolieri, speculatori, industriali e consumatori continuano a navigare a vista, col risultato di premere prima l’acceleratore poi il freno sui prezzi. Giugno è stato un mese fiacco per i prezzi al consumo nei Paesi dell’area Ocse, in calo su base annua dello 0,1%, rispetto a un aumento esattamente opposto (+0,1%) segnato a maggio. Mese su mese, i prezzi hanno segnato un +0,4% sempre a giugno, rispetto al +0,2% nel maggio 2009. L’Ocse spiega così l’altalena dei prezzi: «Il recente andamento dell’inflazione è stato guidato dalla volatilità dei prezzi del petrolio, che ha toccato livelli record durante l’estate del 2008». Così i prezzi al consumo per l’energia sono diminuiti del 15,5% annuo a giugno scorso, dopo una caduta del 16% in maggio. Diverso l’andamento dei prezzi al consumo per i prodotti alimentari, aumentati dell’1,8% l’anno a giugno, rispetto al +2,6% di maggio. Anche nell’area euro l’inflazione annua è stata a giugno pari a -0,1%, dallo zero segnato in maggio. A livello mensile, i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,2% a giugno, rispetto allo zero di maggio. In altalena anche i prezzi alla produzione industriale della zona euro, che secondo l’Eurostat a giugno sono scesi del 6,6% rispetto a un anno fa, ma sono saliti dello 0,3% rispetto a maggio. Tornando all’inflazione, negli Stati Uniti l’indice è sceso dell’1,4% annuo a giugno, rispetto a un calo dell’1,3% l’anno a maggio. In calo anche in Giappone (-1,8% annuo a giugno, rispetto a un calo dell’1,1% a maggio). Sempre a giugno, l’inflazione annuale è stata dello 0,5% in Italia, dell’1,8% nel Regno Unito, 0,1% in Germania, -0,3% in Canada e -0,5% in Francia. Ma presto i prezzi dell’energia e degli alimentari potrebbero tornare a salire, seppure lievemente, visto che a luglio il petrolio ha sfiorato i 70 dollari e a inizio agosto ha superato i 71 dollari. Di fatto la benzina è già aumentata, con una velocità di adeguamento (al rialzo del petrolio) a dir poco supersonica se si pensa, come fanno notare Federconsumatori e Adusbef, che quando invece il greggio scende, passano giorni e mesi prima che il prezzo del carburante cali. Stavolta è stata l’Agip (gruppo Eni) la prima a muoversi portando la benzina a 1,34 euro (3 centesimi in più) e il gasolio a 1,162 euro (2,5 centesimi in più). Un aumento forse dettato anche dai deludenti risultati dell’Eni, che venerdì ha annunciato profitti semestrali dimezzati rispetto al 2008. Ma rincari, anche se più contenuti, si registrano presso i marchi Api/Ip, Erg, Q8 (solo per la verde), Shell, Tamoil e Total. L’Unione Petrolifera si difende: «Si conferma l’assoluta correttezza di comportamento delle aziende, il cui riferimento restano i mercati internazionali».  Ma i consumatori non sentono ragioni: il Codacons parla di «aumenti ingiustificati» e si rivolge al Governo «affinché convochi i vertici dell’Eni per avere chiarimenti».

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