19 Maggio 2018

Il petrolio si ferma, la benzina e il gasolio no I gestori: “Rincari anche nei prossimi giorni”

barile in calo dello 0,30%, per i carburanti un centesimo medio in più al litro ieri e un altro già annunciato
Da benzina e gasolio arrivano rincari a raffica, e adesso c’ è pure la novità della stangata preventiva: l’ associazione di benzinai Figisc-Anisa, peraltro incolpevole di quanto sta avvenendo, annuncia che «nei prossimi 4 giorni sono inevitabili altri aumenti nell’ ordine del centesimo al litro», in aggiunta a quelli che hanno già portato la benzina a punte sopra 1,80 euro. La corsa è stata scatenata dal rialzo del prezzo del petrolio, e il fatto che ieri su quel fronte non ci siano state novità (il barile è rimasto stabile, anzi è regredito di uno 0,30%) non cambia la tendenza generale. Nuova raffica La più recente raffica di aumenti di benzina e gasolio ha riguardato i marchi Ip, Q8 e Tamoil, con rialzi di un centesimo per entrambi i carburanti, ma è solo un caso che si citi un nome o un altro, perché il movimento è generalizzato e spinge all’ insù il prezzo medio nazionale. Il costo medio in modalità «self service» per la benzina è cresciuto a 1,620 euro al litro, con i diversi marchi che vanno da 1,623 a 1,634 (resta l’ oasi felice dei distributori «no-logo» dove bastano, in media, 1,597 euro). Invece il prezzo del carburante diesel è di 1,492 euro al litro, con le compagnie che fanno variare l’ offerta da 1,494 a 1,517 (e la media delle cosiddette pompe bianche è di 1,472 euro). Però con la modalità «servito» (che molti automobilisti ancora usano, per la paura, non del tutto ingiustificata, di sporcarsi o di commettere qualche errore) la stangata è ancora più pesante: per la benzina il prezzo medio è di 1,744 euro al litro, con variazioni da 1,720 a 1,805 euro, mentre per il carburante diesel la media è a 1,619, con i listini che oscillano fra 1,609 e 1,678 euro. L’ associazione di consumatori Codacons denuncia che per fare il pieno di benzina di un’ auto di media cilindrata (pari a 50 litri) ci vogliono 90 euro mentre per una vettura diesel ne sono necessari 84. Nel complesso, sempre secondo il Codacons, da questi rincari una famiglia può aspettarsi un aggravio di spesa di 408 euro nell’ arco dell’ anno, considerando non solo l’ esborso immediato ma anche l’ effetto a cascata sugli altri prodotti e servizi – perché ci sono ben pochi beni alla cui creazione non contribuisca, in qualche fase, l’ utilizzo di veicoli a motore. Ma questa è solo l’ anteprima. Stando alle previsioni dei gestori riuniti in Figisc e Anisa, associazioni aderenti a Confcommercio, la situazione molto presto peggiorerà: «Ci sono le condizioni – si legge nel loro bollettino settimanale – per un aumento dei prezzi di benzina e gasolio, nei prossimi 4 giorni, nella misura di 1 centesimo al litro». Il peso del fisco Purtroppo non è colpa solo del petrolio ma anche del fisco: ancora Figisc e Anisa, fatta una verifica in collaborazione con Assopetroli-Assoenergia, dicono che l’ eccesso di tassazione sui carburanti in Italia rispetto alla media europea è di 22,1 centesimi al litro per la benzina e di 20,7 per il gasolio; il prelievo fiscale incide sul prezzo finale della benzina per il 62,27% e su quello del gasolio per il 58,12%. Fra l’ altro esistono molte accise, cioè tasse di scopo, che hanno colpito i carburanti solo perché, dal punto di vista dello Stato, quella era la maniera più facile e veloce di aumentare il prelievo; in realtà chiamarle tasse di scopo è ridicolo, ce n’ è una famosa, ad esempio, inventata per finanziare la guerra d’ Etiopia del 1936 e mai più abolita, pur essendo il suo «scopo» evidentemente scomparso. E lo stesso vale per analoghi prelievi giustificati con catastrofi naturali o con la necessità di finanziare il rinnovo di contratti pubblici: è evidente che non si tratta più di tasse di scopo ma di espedienti per aumentare la fiscalità generale. Nel complesso queste voci pesano per 0,728 euro su ogni litro di benzina e 0,617 sul gasolio e forniscono alle casse pubbliche un gettito spropositato: una cifra variabile di anno in anno ma attorno ai 30 miliardi. E questa è una droga di cui lo Stato italiano ben difficilmente potrà fare a meno. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
luigi grassia

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