Il petrolio sale ancora, vola la benzina
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fonte:
- Il Messaggero
Il Brent sfonda i 73 dollari a barile, la ?verde? sale a 1,349 euro
ROMA – Per coloro che accusano crisi d?ansia ad ogni impennata petrolifera, è bene mettersi il cuore in pace. La corsa dell?oro nero, schizzato ieri a Londra al nuovo record storico di 73,40 dollari al barile, non solo non si arresterà, ma è destinata a riservarci ancora qualche pillola amara. I riscontri, arrivano non solo da fonti autorevoli come l?Opec o il Fmi (che nel «World Economic Outlook» vede «una probabilità del 15% di vedere i prezzi del greggio superare gli 80 dollari di qui alla metà del 2006», ma dagli stessi scenari geopolitici ormai dominati dall?escalation militare fra Stati Uniti e Iran. Tensioni, che sull?onda delle immancabili spinte speculative, potrebbero secondo alcuni analisti far salire il greggio fino alla soglia ipotetica di cento dollari. «Io sono un pessimista – avverte il presidente di Api, Aldo Brachetti Peretti che ha vissuto guerre, crisi terribili e speculazioni formidabili – ma questa volta credo che sia difficile che il greggio possa tornare sotto i 60 dollari al barile, Ormai la forchetta 18-25 dollari intorno ai cui si è ballato tra il 1990 ed il 2001, è un miraggio lontano».
In Italia, sotto la spinta del greggio, le compagnie hanno intanto cominciato a ritoccare i prezzi della benzina che si avvicina ormai al record storico di 1,367 euro al litro toccato lo scorso 5 settembre. A mettere mano ai listini ieri è stata l?Agip che ha deciso un aumento di 2 centesimi per la verde e di 3 centesimi per il gasolio facendo salire i prezzi consigliati rispettivamente a 1,349 e 1,223 euro il litro. «Se non si arresterà la corsa del petrolio – avverte il Codacons – gli effetti sull?inflazione saranno pesantissimi». La Confesercenti chiede invece un intervento sulle tasse dei carburanti per contrastare l?aumento dell?Iva costato negli ultimi due anni oltre due miliardi a cittadini e imprese». Per il presidente dell?Unione Petrolifera le attuali quotazioni di 70-73 dollari al barile, non sono giustificate dalle difficoltà dello scenario energetico. «Certo – spiega – ci sono problemi strutturali legati in particolare alla scarsità che in passato ha caratterizzato gli investimenti nell`esplorazione e messa in produzione di nuovi giacimenti e al sistema della raffinazione. Ma non si tratta di elementi così drammatici da giustificare le attuali quotazioni». Quanto all`ipotesi di un freno alla corsa dei prezzi dei carburanti, De Vita rileva che negli ultimi mesi i consumi di benzina sono scesi del 7% mentre quelli di gasolio sono aumentati «con un saldo positivo del 2%». Anche per questo, spiega, un intervento sulle accise potrebbe essere di aiuto, per ridare un po? di slancio alla domanda di benzina che oggi viene compressa, da un lato dal ricambio del parco auto contraddistinto da una forte crescita dei diesel, e dall`altro dai prezzi che restano comunque più elevati rispetto al gasolio».
A far tremare i listini petroliferi, mentre l?oro schizza a New York a 637,30 dollari l?oncia sotto la spinta del greggio, è la situazione sempre più calda in Medio Oriente. Con Blair che ieri ha espresso il suo appoggio ad un eventuale intervento militare contro la repubblica degli ayatollah. Una guerra per ora solo «psicologica», ma che vede l?Iran (secondo paese produttore nell?Opec dopo l?Arabia Saudita) avvertire l?Occidente che «nonostante gli aumenti degli ultimi anni il prezzo del petrolio non è ancora arrivato al suo valore reale». Un monito, tutt?altro che velato, accompagnato dalla proposta all?Opec di contribuire con le royalties del caro-petrolio, ad un fondo che consenta «di offrire petrolio ai paesi più deboli e poveri a prezzi accessibili». La situazione, aggravata dagli attacchi nel delta del Niger e dal problema delle scorte Usa, preoccupa in ogni caso i paesi importatori. Il ministro delle finanze francese Thierry Breton, proporrà infatti alla riunione del G7 di «rafforzare le capacità di stoccaggio e di raffinazione per attenuare gli effetti speculativi degli shock esterni».
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