4 Aprile 2002

Il petrolio frena la corsa ma aumenta la benzina

Il petrolio frena la corsa
ma aumenta la benzina




MILANO – Frena leggermente la corsa del petrolio,2 sceso ieri dai massimi degli ultimi sei mesi, raggiunti lunedì. Ma restano immutati i fattori che ne hanno originato l`ascesa. E intanto cominciano a farsi visibili per i cittadini italiani gli effetti del rincaro del greggio. I primi a farne le spese sono, come è ovvio, gli automobilisti. Alcune compagnie hanno annunciato l`aumento dei prezzi di benzina e gasolio.
Brent in ribasso. A Londra, ieri il greggio a consegna maggio ha chiuso a 27,15 dollari al barile, in ribasso rispetto a lunedì, dopo un massimo a quota 27,85 e un minimo a 26,80. Si è trattato di una correzione fisiologica, dopo le recenti corse, che ha preso avvio dalla notizia che le scorte petrolifere americane sono aumentate di 6,5 milioni di barili, a 322 milioni, nella settimana conclusasi il 29 marzo. Ma restano intatti i motivi che hanno originato i recenti recuperi del prezzo del greggio: il mantenimento dei limiti di produzione imposti dall`Opec (il cartello che raggruppa undici Paesi produttori, Arabia Saudita, Iraq, Iran, Venezuela, Kuwait, Algeria, Libia, Nigeria, Indonesia, Qatar, Emirati Arabi Uniti, che forniscono circa il 40% del fabbisogno mondiale di greggio), i chiari segnali di ripresa economica americana, e, da ultimo in ordine temporale, le crescenti tensioni in Medio Oriente.
Sale la benzina. Da oggi fare il pieno costerà di più: Agip, Erg, Esso, Api, Tamoil hanno annunciato l`aumento dei prezzi di benzina e gasolio per autotrazione. Così, un litro di benzina oscillerà tra 1,065 e 1,07 euro, mentre il gasolio costerà tra 0,876 e 0,88 euro. Ed è scoppiata la polemica tra le associazioni dei consumatori Codacons e Adusbef e l`Unione petrolifera italiana: per le prime «gli aumenti annunciati hanno carattere speculativo e non c`entrano nulla con l`aumento delle quotazione del barile». Per l`Unione petrolifera «dall`inizio dell`anno il prezzo medio alla pompa di benzina è cresciuto assai meno di quello del petrolio».

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