17 Gennaio 2019

Il peso dell’ inflazione grava di più sui poveri

L’ inflazione, come un Robin Hood al contrario, colpisce i poveri e salva i più ricchi. L’ indicazione scaturisce dai dati diffusi ieri dall’ Istat che per il 2018 fotografano una situazione sostanzialmente stabile all’ 1,2%. Ma mettono in luce disparità destinate ad alimentare le polemiche. Secondo l’ Istat infatti l’ aumento dei prezzi per le famiglie che nella scala sociale sono al gradino più basso registra un +1,5%, in leggera crescita rispetto all’ 1,4% del 2017 e di uno 0,3% superiore rispetto alla media complessiva. Viceversa chi si colloca al vertice della piramide della ricchezza percepisce un’ inflazione dell’ 1,1% in calo ulteriore rispetto all’ 1,3% del 2017 e di uno 0,1% in meno rispetto all’ indice nazionale. L’ Istat spiega questa disparità analizzando l’ andamento dei singoli comparti da cui si vede che sono in crescita i prezzi dei beni maggiormente acquistati dalle famiglie che spendono meno, dagli alimentari all’ energia, mentre calano i prezzi di servizi come i trasporti, di cui maggiormente usufruiscono i segmenti più favoriti della popolazione. Tornando ai dati generali, il 2018 si è configurato come un anno dall’ andamento stabile per i prezzi, che si è chiuso con un ulteriore marginale rallentamento. A dicembre i prezzi sono saliti solo dell’ 1,1% annuo a fronte dell’ 1,6% registrato nel mese precedente. Complessivamente in calo anche il paniere del cosiddetto “carrello della spesa”, con l’ inflazione allo 0,7% rispetto allo 0,9% di novembre. Anche le associazioni dei consumatori e i commercianti presentano i loro calcoli. Il Codacons calcola che lo scorso anno la famiglia tipo ha speso 369 euro in più rispetto al 2017, cifra che sale a 468 nel caso di una coppia con due figli. Confcommercio conferma invece che il 2019 dovrebbe muoversi nella scia dell’ anno appena chiuso. n.

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