28 Maggio 2007

Il Perugia-Roma fermo per due ore sotto il sole

Il Perugia-Roma fermo per due ore sotto il sole
Fiamme e fumo per un cortocircuito alla motrice

Di GABRIELE SANTORO PRIMA la brusca frenata sulle rotaie, l`odore acre negli scompartimenti e nei corridoi, quel fumo denso che usciva dal locomotore. E poi la lunga attesa, in piena campagna e sotto il sole, senza possibilità di scendere, nei vagoni sempre più caldi. Sono circa 400 i passeggeri rimasti bloccati per più di due ore all`interno delle carrozze del treno regionale Perugia-Roma, a cinque chilometri da Capena (un piccolo centro poco a nord della Capitale), a causa di un principio di incendio (forse dovuto a un cortocircuito) che si è sviluppato verso le 9,45 di ieri all`interno del locomotore. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, chiamati dai macchinisti; a spegnere invece la sete dei passeggeri, esasperati dall`attesa nella calura, ha provveduto una pattuglia dei carabinieri di Capena, che ha fornito loro bottiglie d`acqua. Nessuno, fortunatamente, è rimasto ferito: solo una grande paura e la rabbia di arrivare in ritardo dopo la lunga attesa sotto il sole di un`estate che, al contrario, sembra essere giunta in netto anticipo. Un locomotore di ricambio ha infine raggiunto i vagoni e li ha trasportati fino a Settebagni, dove i viaggiatori sono saliti sui primi convogli utili per le stazioni di Roma Termini e Roma Tiburtina. Il treno regionale numero 1803 era partito da Perugia verso le 7,20 con 380 persone a bordo; arrivo previsto nella Capitale le 10,10, ma a pochi chilometri da Roma qualcosa all`interno del locomotore deve aver fatto cilecca: la scintilla, dovuta pare a un corto circuito, sarebbe partita da un cavo d`alimentazione. I primi ad accorgersi del principio di incendio sono stati gli stessi macchinisti, che – secondo quanto riferisce Trenitalia – hanno immediatamente frenato il convoglio mettendo poi mano agli estintori e chiamando i vigili del fuoco. E lì, al “posto di controllo“ di Capena, a 5 chilometri dalla stazione vera e propria, sono iniziati i disagi per i passeggeri. Impossibile, per motivi di sicurezza, scendere e sgranchirsi le gambe: anche se il punto in cui il treno si è fermato, spiegano dall`azienda dei trasporti, è dotato di un piccolo marciapiede di servizio, è comunque troppo alto il rischio di essere travolti da un altro convoglio. E allora tutti dentro, con i finestrini bloccati per non disperdere l`effetto dell`aria condizionata, che per un`ora circa avrebbe continuato a funzionare. Poi però il caldo è diventato insostenibile, e il personale del treno ha dovuto sbloccare i finestrini e aprire gli sportelli per consentire la circolazione dell`aria. “Abbiamo sentito una gran puzza – ha raccontato più tardi alla stazione Termini Jacoba Danka, una bulgara di mezz`età che si trovava sul Perugia-Roma – e poi abbiamo dovuto aspettare che ci venissero a salvare. Ora però ho perso la mia coincidenza: mi toccherà aspettare ancora qui a Roma“. Ritardi attorno ai 40 minuti anche per i due Eurostar che procedevano sulla stessa linea. Molti treni, spiegano ancora da Trenitalia, sono stati comunque deviati subito sulle linee lente all`altezza di Orte, a monte di Capena. Oggi il locomotore in panne tornerà ai depositi della Direzione del trasporto regionale delle Marche, dove i tecnici cercheranno di capire le cause dell`incidente. La manutenzione delle motrici, assicurano dall`azienda di trasporti, è comunque programmata sulla base dei chilometri percorsi e delle ore di servizio, per cui “un locomotore non in ordine non potrebbe neanche uscire dai depositi“. “Ciò che è successo è sintomatico dello stato del servizio ferroviario – ha commentato il presidente del Codacons Carlo Rienzi – non capiamo con quale coraggio si possa chiedere agli utenti l`aumento dei prezzi dei biglietti. I passeggeri – ha concluso – devono essere risarciti anche dei danni morali, per la paura e lo stress subiti“.

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