2 Aprile 2012

IL PERMESSO DI SOGGIORNO

“Gli immigrati. Tra problematicità, sistemi di tutela e sistemi di sostegno” è un progetto finanziato dal Forum ANIA – Consumatori con l’intento di attivare un percorso di informazione, assistenza e supporto finalizzato all’esplorazione del “viaggio” intrapreso nel nostro paese e nel nostro ordinamento dal soggetto immigrato.

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Gli stranieri
che intendono soggiornare in Italia per più di tre mesi, devono richiedere il
permesso di soggiorno. Chi arriva in Italia per la prima volta ha 8
giorni di tempo per chiedere il permesso di soggiorno.

Per ottenere il rilascio
del permesso di soggiorno è necessario presentare:

·
il modulo di richiesta;

·
il passaporto, o altro documento di viaggio
equivalente, in corso di validità con il relativo visto di ingresso, se
richiesto;

·
una fotocopia del documento stesso;

·
4 foto formato tessera, identiche e recenti;

·
un contrassegno telematico da € 14,62;

·
la documentazione necessaria al tipo di permesso
di soggiorno richiesto

·
il versamento di un contributo compreso tra € 80
e € 200. Le modalità di pagamento saranno stabilite con decreto del Ministero
delle Finanze di concerto con il Ministero dell’Interno.

Chi è già in
Italia e ha il permesso di soggiorno in scadenza, deve chiedere il rinnovo
almeno 60 giorni prima della scadenza.

La validità
del permesso di soggiorno è la stessa del visto d’ingresso:

·
fino a sei mesi per lavoro
stagionale e fino a nove mesi per lavoro stagionale nei settori che richiedono
tale estensione;

·
fino ad un anno, per la
frequenza di un corso per studio o formazione professionale ovviamente documentato;

·
fino a due anni per lavoro
autonomo, per lavoro subordinato a tempo indeterminato e per ricongiungimenti
familiari.

Gli stranieri
che vengono in Italia per visite, affari, turismo e studio per
periodi non superiori ai tre mesi, non devono chiedere il permesso di
soggiorno.



In attesa del
permesso di soggiorno

Gli stranieri in
attesa del rinnovo del titolo di soggiorno possono uscire
dall’Italia e rientrarci se in possesso:

·
della ricevuta rilasciata da Poste Italiane
S.p.A. che attesta l’avvenuta presentazione della domanda di rinnovo del loro
permesso di soggiorno o della carta di soggiorno,

·
del titolo di soggiorno scaduto,

·
del passaporto o altro documento equipollente.

La stessa facilitazione è consentita agli stranieri che hanno presentato
domanda per il primo rilascio del permesso di soggiorno per lavoro
subordinato, lavoro
autonomo o ricongiungimento
familiare a condizione che:

·
l’uscita e il rientro avvengano attraverso una
qualunque frontiera esterna italiana (circolare 11 marzo 2009);

·
lo straniero esibisca il passaporto o altro
documento di viaggio equipollente, unitamente al visto d’ingresso dal quale
desumere i motivi del soggiorno (lavoro subordinato, lavoro autonomo o
ricongiungimento familiare) e la ricevuta di Poste Italiane S.p.A.;

·
il viaggio non preveda il transito in altri
Paesi Schengen, essendo lo stesso precluso.

Con la circolare
del 27 giugno 2007, si è stabilito che chi ha figli minori di 14 anni
può richiedere alla Questura il rilascio di un permesso di soggiorno cartaceo
provvisorio e con validità limitata. Sul titolo saranno iscritti i figli minori
che in questo modo potranno lasciare temporaneamente l’Italia.


Permesso di
soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo. (Carta di soggiorno per
cittadini stranieri)

Dall’8 gennaio
2007, la carta di soggiorno per cittadini stranieri è stata sostituita dal permesso
di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo.

Questo tipo
permesso di soggiorno è a tempo indeterminato e può essere richiesto solo da chi
possiede un permesso di soggiorno da almeno 5 anni. La domanda va presentata
presso gli uffici postali oppure, senza utilizzare il kit, ci si può recare
presso i Comuni che offrono questo servizio o presso i Patronati.

Dal 9 dicembre
2010 è in funzione il sistema informatico di gestione delle domande per la
partecipazione al test di conoscenza della lingua italiana che
dovranno sostenere gli stranieri che intendono richiedere il permesso di
soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo.

Alla domanda è
necessario allegare:

·
copia del passaporto o documento equipollente,
in corso di validità;

·
copia della dichiarazione dei redditi (il
reddito deve essere superiore all’importo annuo dell’assegno sociale); per i
collaboratori domestici (colf/badanti): esibizione dei bollettini INPS o
estratto contributivo analitico rilasciato dall’INPS;

·
certificato casellario giudiziale e certificato
delle iscrizioni relative ai procedimenti penali;

·
un alloggio idoneo documentato se la domanda è
presentata anche per i familiari;

·
copie delle buste paga relative all’anno in
corso;

·
documentazione relativa alla residenza e allo
stato di famiglia;

·
bollettino postale di pagamento del permesso di
soggiorno elettronico (€ 27,50)

·
contrassegno telematico da € 14,62

Il permesso di soggiorno CE non può essere rilasciato a chi è pericoloso per l’ordine pubblico
e la sicurezza dello Stato.

La richiesta può essere presentata anche per il coniuge non legalmente separato e di età non
inferiore ai diciotto anni; figli minori, anche del coniuge o nati fuori dal
matrimonio, figli maggiorenni a carico che non possano permanentemente
provvedere alle proprie indispensabili esigenze di vita in ragione del loro
stato di salute che comporti invalidità totale; genitori a carico.

Per ottenere il permesso CE anche per i familiari, oltre ai documenti elencati sopra, è
necessario:

·
avere un reddito sufficiente alla composizione
del nucleo familiare. Nel caso di due o più figli, di età inferiore ai 14 anni,
il reddito minimo deve essere pari al doppio dell’importo annuo dell’assegno
sociale;

·
avere la certificazione anagrafica che attesti
il rapporto familiare. La documentazione proveniente dall’estero dovrà essere
tradotta, legalizzata e validata dall’autorità consolare nel Paese di
appartenenza o di stabile residenza dello straniero;

·
il superamento di un test di conoscenza
della lingua italiana; il giorno 9 dicembre 2010 è entrato in vigore, infatti,
il Decreto del Ministro dell’Interno d’intesa con il Ministro dell’Istruzione,
dell’Università e della Ricerca, del 4 giugno 2010, recante le “Modalità
di svolgimento dei test di conoscenza della lingua italiana”. Lo stesso
decreto ha attribuito alle Prefetture – Uffici Territoriali del Governo le
competenze relative alla ricezione delle richieste di svolgimento del test,
alla convocazione dello straniero presso le sedi individuate ed alla
acquisizione dell’esito ai fini della comunicazione alla Questura. Il
Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione ha predisposto un sistema
informatico, di supporto alle Prefetture, che consente di ricevere le richieste
degli stranieri, di organizzare lo svolgimento del test e di acquisirne gli
esiti. Tali attività sono dettagliatamente descritte dalla circolare n. 7589,
diramata dal medesimo Dipartimento, il 16 novembre 2010.

Sono esclusi dall’obbligo di sostenere il test, i figli minori di anni 14, anche nati fuori dal matrimonio,
propri e del coniuge.

Non è necessario effettuare il test della lingua italiana, qualora lo straniero sia in possesso di:

a) attestati o titoli che
certifichino la conoscenza della lingua italiana ad un livello non inferiore al
livello A2 del Quadro comune di riferimento europeo per la conoscenza delle
lingue approvato dal Consiglio d’Europa, rilasciato dagli enti certificatori
riconosciuti dal Ministero degli Affari Esteri e da quello dell’Istruzione,
dell’Università e della Ricerca: Università degli Studi Roma Tre, Università
per Stranieri di Perugia, Università per Stranieri di Siena e Società Dante
Alighieri;

b) titoli di studio o titoli
professionali (diploma di scuola secondaria italiana di primo o secondo grado,
oppure certificati di frequenza relativi a corsi universitari, master o
dottorati);

c) riconoscimento del livello di
conoscenza della lingua italiana non inferiore al livello A2;

d) attestazione che l’ingresso in
Italia è avvenuto ai sensi dell’art. 27, co. 1 lett. a), c), d), q) del decreto
legislativo 286/98 e successive modificazioni;

e) certificazione, rilasciata da
una struttura sanitaria pubblica, nella quale sia dichiarato che lo straniero è
affetto da gravi limitazioni alla capacità di apprendimento linguistico
derivanti dall’età, da patologie o handicap”.

.

Con il permesso
di soggiorno CE è possibile:

·
entrare in Italia senza visto;

·
svolgere attività lavorativa;

·
usufruire dei servizi e delle prestazioni
erogate dalla pubblica amministrazione;

·
partecipare alla vita pubblica locale.

Lo straniero titolare di un permesso di soggiorno CE, rilasciato da altro Stato membro, può
rimanere in Italia oltre i 3 mesi, per:

·
esercitare un’attività economica come lavoratore
regolare;

·
frequentare corsi di studio o di formazione
professionale;

·
soggiornare, dimostrando di avere sufficienti
mezzi di sostentamento (reddito superiore al doppio dell’importo minimo
previsto per l’esenzione della spesa sanitaria) e stipulando un’assicurazione
sanitaria per l’intero periodo del soggiorno.
In questo caso lo straniero titolare ottiene un permesso di soggiorno
rinnovabile alla scadenza, mentre ai familiari verrà
rilasciato un permesso di soggiorno per motivi di famiglia.

Divieti e revoche

Non è possibile richiedere il permesso di soggiorno CE nei seguenti casi:

·
per motivi di studio o formazione professionale
e ricerca scientifica;

·
per soggiorni a titolo di protezione temporanea
o per motivi umanitari;

·
per asilo o in attesa del riconoscimento dello
status di rifugiato;

·
per possesso di un permesso di soggiorno di
breve durata;

·
ai diplomatici, i consoli, i soggetti che godono
di funzioni equiparate e i membri di rappresentanze accreditate presso
organizzazioni internazionali di carattere universale.

Il permesso di soggiorno CE è revocato:

·
se acquisito fraudolentemente;

·
in caso di espulsione;

·
quando vengono a mancare le condizioni per il
rilascio;

·
in caso di assenza dal territorio dell’Unione
per un periodo di 12 mesi consecutivi;

·
in caso di ottenimento di un permesso di
soggiorno di lungo periodo da parte di un altro Stato membro dell’Unione
europea;

·
in caso di assenza dal territorio dello
Stato per un periodo superiore a 6 anni


Cittadini della
Comunità Europea

Con il D.Lgs.
nr. 32 del 28 febbraio 2008, i cittadini dell’Unione Europea che intendono
soggiornare in Italia per un periodo inferiore ai tre mesi, possono presentare presso un ufficio
di polizia la dichiarazione di presenza sul territorio nazionale. L’ufficio gli
restituirà copia, debitamente timbrata, che andrà esibita ad ogni richiesta da
parte delle forze di polizia. In mancanza della dichiarazione di presenza, il
cittadino comunitario si intende soggiornante in Italia da più di tre mesi.

Per periodi superiori ai 3 mesi è necessario iscriversi
all’anagrafe  del comune di residenza.
Per l’iscrizione è necessario presentare la documentazione che attesti lo
svolgimento di un’attività lavorativa, di studio o di formazione professionale.
Diversamente, è necessario dimostrare la disponibilità di risorse economiche
sufficienti al soggiorno ed essere titolari di un’assicurazione sanitaria.

I cittadini comunitari che hanno presentato domanda di carta di soggiorno prima dell’11
aprile 2007, potranno iscriversi all’anagrafe con la ricevuta rilasciata dalla
Questura o da Poste Italiane e con l’autocertificazione dei requisiti richiesti
dalla nuova normativa.

Per i soggiorni di durata superiore a tre mesi, i familiari stranieri (cioè
non comunitari) del cittadino comunitario devono chiedere la carta di
soggiorno, presentando domanda presso la Questura o inoltrandola tramite le
Poste (kit con banda gialla). Alla domanda si allegano i seguenti documenti:
documento d’identità o passaporto ed eventuale visto d’ingresso, documento che
attesti la qualità di familiare, l’attestato della richiesta d’iscrizione
anagrafica del familiare del cittadino comunitario. Dopo cinque anni di
permanenza continuativa, i familiari stranieri (cioè non della comunità
europea) dei cittadini comunitari potranno chiedere la carta di soggiorno
permanente per familiari di cittadini europei. La richiesta della carta di
soggiorno permanente deve essere presentata, prima della scadenza della carta
di soggiorno, alla Questura del luogo di residenza.


Richiesta di
Protezione internazionale

Di seguito alla Convenzione di Ginevra, al fine di poter garantire un livello sempre più
elevato di protezione e di tutela, sono stati adottati il decreto legislativo
del 19 novembre 2007, n.251 ed il decreto legislativo del 28 gennaio 2008,
n.25, che recepiscono i principi sanciti dalle due direttive europee in materia
di protezione internazionale:

·
direttiva 2004/83/CE del Consiglio del 29 aprile
2004, recante norme minime sull’attribuzione, ai cittadini di paesi terzi o
apolidi, della qualifica di rifugiato o di persona altrimenti bisognosa di
protezione internazionale, non chè norme minime sul contenuto della protezione
riconosciuta (direttiva qualfiche);

·
direttiva 2005/85/CE del Consiglio del 10
dicembre 2005, recante norme minime per le procedure applicate negli Stati
membri ai fini del riconoscimento e della revoca dello Status di rifugiato
riconosciuta (direttiva procedure).

La richiesta di protezione internazionale, può essere presentata dal cittadino straniero
all’ufficio di polizia di frontiera, al momento dell’ingresso in Italia. Diversamente è possibile fare
domanda direttamente all’Ufficio immigrazione della Questura.

Dopo il fotosegnalamento, la Questura provvede ad inviare la domanda alla Commissione
Territoriale, che rappresenta l’unico organo competente a decidere in ordine al
riconoscimento dello status, e rilascia allo straniero un permesso di soggiorno
per richiesta asilo in attesa della definizione del procedimento..

Per completare la richiesta è comunque necessario presentare all’Ufficio Immigrazione della
Questura:

·
il modulo di richiesta, con le motivazioni per
le quali si richiede asilo, redatto nella lingua conosciuta dalla straniero;

·
copia del passaporto, se posseduto;

·
ogni altra documentazione comprovante i motivi
della richiesta.

Una volta ricevuto lo status di rifugiato, lo straniero potrà richiedere all’Ufficio
Immigrazione il rilascio del permesso di soggiorno per asilo.

Per avere maggiori informazioni consulta l’opuscolo informativo per il richiedente lo
status di rifugiato, realizzato dalla Commissione Nazionale per il diritto
d’Asilo del Ministero dell’Interno (art. 32 della legge n. 189/02) e redatto in
italiano, inglese, francese, spagnolo, arabo.

Dal 19 gennaio 2008 sono in vigore le norme sull’attribuzione a cittadini di Paesi non
appartenenti all’Unione europea o ad apolidi della qualifica di rifugiato o di
persona ammissibile alla protezione sussidiaria.

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