10 Luglio 2012

Il Pdl va all’ attacco: il Comune così regala business da 57 milioni

Il Pdl va all’ attacco: il Comune così regala business da 57 milioni

Secondo il Pdl con la costruzione del parcheggio Novi Park il gestore “Modena Parcheggi” nel corso degli anni avrà un “rientro” di circa 57 milioni di euro a fronte di un investimento iniziale di circa 32 milioni. Non solo, secondo il partito di opposizione, a perderci con questa operazione sarebbe l’ interesse pubblico: «Abbiamo calcolato – spiega il capogruppo Pdl Adolfo Morandi – che con le entrate da parcometri il Comune guadagnava, secondo gli ultimi dati, circa un milione e 700mila euro, mentre ora avrà solo un canone annuo di 205mila euro. Dunque un milione e mezzo di euro in meno che potevano coprire i tanti problemi del bilancio comunale, e non c’ è la possibilità di adeguamenti futuri del canone neanche a fronti di maggiori introiti. Abbiamo calcolato che tra il sotterraneo e le strisce blu gli introiti saranno di 2 milioni e mezzo di euro l’ anno, ma la cifra che spiega il perché il Comune ha favorito Modena parcheggi, composta da tante cooperative oltre agli imprenditori, è nel valore che l’ operazione ha secondo le attuali tabelle attuariali: una rendita di 2,5 milioni al tasso del 3% oggi vale 57 milioni a fronte dei 32 investiti, è un calcolo finanziario e in più ci saranno per la società altri 10-11 milioni di euro provenienti dalla vendita dei 400 box e posti auto al Novi Park. Noi ora chiediamo non sia eliminato il parcheggio in piazza Roma, magari favorendo la rotazione, mentre altre iniziative le stiamo predisponendo». Morandi era presente insieme a Luigia Santoro e Sandro Bellei, consiglieri comunali che rincarano la dose. «Il Comune – spiega Santoro – dimentica tutte le fasce di chi lavora in centro oltre agli studenti. Occorrerà pagare almeno 20 euro al mese, mentre per gli studenti c’ è una convenzione di 3 euro al giorno per il parcheggio: al mese fanno 50-60 euro e si arriva a 600-700 euro l’ anno, un salasso per chi studia o per le famiglie che fanno sacrifici in questo senso per i loro figlio. Non a caso anche Codacons e Cgil hanno sollevato perplessità, visto che con questo progetto indebitiamo la città e i figli per 40 anni. E poi c’ è la problematica dell’ antisimica: l’ assessore dice che sono rispettate le norme antisismiche. È stato realizzato nel 2008, sulla base del progetto del 1997-98 con relative norme, e nel frattempo è arrivata la normativa antisismica del 2003-2005. In generale la verità è che il Comune vuole fare cassa con le multe, visto che all’ ente resterà il 90% delle contravvezioni e a Modena Parcheggi il 10% invece di come si faceva prima con i parcometri e le soste». Bellei invece parte dalla storia dei parcheggi mancati: «C’ era un progetto dell’ ingegner Cavazzuti per realizzare le soste sotto la strada lungo i viali, ma giace da anni nei cassetti comunali e dire che davanti al Banco Desio dei parcheggi sotterranei ce ne sono. In più si tentò di farli sotto piazza Risorgimento, ma dissero che i resti ritrovati impedirono di proseguire i lavori. I resti trovati al Novi Sad invece no. E poi c’ è lo strano caso di Sitta che tra le tante deleghe è anche assessore alla sosta: in Italia accade solo a Vicenza e a Modena, mi sono informato. La sinistra al governo mette in difficoltà le persone che lavorano in centro e in più non rispetta il Codice che parla di parcheggi liberi a fianco di quelli blu». Il vice coordinatore Michele Barcaiuolo parla invece del referendum: «Una consultazione popolare metterebbe a nudo gli errori del Pd sull’ ideazione e la gestione del Piano sosta che provoca tanti malumori anche tra gli elettori di sinistra. L’ allargamento indiscriminato delle aree a pagamento, accompagnata dalla rinuncia agli introiti per le casse comunali, in favore dei soggetti privati, sta facendo sì che sempre più cittadini prendano coscienza del disastro che sta per abbattersi sulla città. A tal proposito, sorprende sentire l’ assessore Sitta paragonare un referendum ad una minaccia, ma in fondo non è la prima volta che il Pd dimostra di avere una concezione molto singolare di democrazia e partecipazione». Stefano Luppi.

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