12 Giugno 2010

Il Pdl contesta: “Chirurgia smantellata”

Ausl: «Polo d’ eccellenza»

SPRECHI di risorse o valorizzazioni dell’ eccellenza? E’ qualcosa in più di un gioco di interpretazioni, la querelle sull’ ospedale Bellaria. Col Pdl che attacca, denunciando una «gestione schizofrenica», e l’ Ausl che replica, rivendicando il «rafforzamento di ruolo» della rete chirurgica cittadina. Alle origini della contesa, la polemica del parlamentare azzurro Fabio Garagnani, che già in maggio aveva auspicato un intervento da Roma per «contrastare il progressivo smantellamento del Bellaria». E ora, incassato il supporto del Codacons, torna all’ attacco: sarebbe già in cantiere, spiega, una visita a Bologna della commissione d’ inchiesta sulla sanità. «Stiamo assistendo – evidenzia Garagnani – a uno spreco di risorse che penalizza il cittadino. Al Bellaria si è deciso di puntare solo sulla chirurgia senologica: per questo sono state chiuse le liste d’ attesa per i pazienti con patologie diverse da quelle al seno, in modo da smaltire l’ arretrato nel periodo estivo». «Ci era stato detto – rincara il consigliere regionale Pdl Galeazzo Bignami – che il reparto di oncologia non avrebbe chiuso i battenti: di fatto, è quello che succede». Alessandro Rocchi, del Codacons, sintetizza in cifre: «Attualmente, sarebbero 25 le persone in lista d’ attesa alla senologia del Bellaria, mentre erano 120 i pazienti che aspettavano un’ operazione oncologica a fine 2009. Il trasferimento dei pazienti al Maggiore avrà l’ effetto di allungare ulteriormente i tempi: già ora meno del 70% viene operato entro i 30 giorni previsti dalla legge». Alla preoccupazione per la riorganizzazione si aggiunge anche il comitato ‘ Io scelgo il Bellaria’ formato da cittadini di Ozzaro, San Lazzaro, Pianoro e Castenaso che hanno organizzato per il 23 a Ozzano un’ assemblea: «Abbiamo invitato il direttore sanitario Annicchiarico – dicono – ma non ci ha risposto. Certo non vogliamo che quella del reparto sia una battaglia di partiti. Il tumore non ha colore politico». Intanto però anche la lista Grillo si mette in moto appoggiando il comitato: «Abbiamo già raccolto 1.500 firme – dice Giovanni Favia -: non staremo a guardare». L’ AUSL da parte sua conferma la scelta di trasformare il Bellaria in un «polo specialistico per la chirurgia oncologica al seno. Nel 2009 – spiega l’ Azienda – quasi il 60% degli interventi chirurgici dell’ unità operativa riguarda tumori alla mammella, e solo il 9,5% tumori del tratto gastroenterico. Operazioni per le quali al Sant’ Orsola e in tutti gli ospedali dell’ Ausl sono assicurate risposte tempestive e standar elevati». E ancora: «Dal 2006 al 2009 la chirugia senologica è passata da 531 interventi a 640 a cui se ne aggiungeranno altri 250 all’ anno. Il Bellaria è già oggi – è la constatazione – il centro con la casistica più ampia in regione. Per questo è stato scelto come sede di una delle tre sperimentazioni di utilizzo della radioterapia intraoperatoria nel trattamento del tumore alla mammella». al. ma.

 

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