13 Dicembre 2020

Il Pd vuol far pagare con il canone il presepe laico con Dalla e Cinquetti

«Te piace o’ presepe?». «No». C’è qualcosa di eduardiano nell’ultima polemica, Natale in casa Cupiello rivive attorno alla natività laica che casa Rai tiene imballata in uno scantinato, dopo che l’amministratore delegato Fabrizio Salini ha deciso di non esporre un San Giuseppe con ilvolto di Lucio Dalla, una Madonna con quello di Gigliola Cinquetti, re Magi travestiti da Sting, Louis Armstrong e Ray Charles, i pastori con le fattezze di Luciano Pavarotti, Laura Pausini e Ligabue. Più altre arlecchinate che nulla hanno da spartire con il senso profondo di una delle più importanti r ap presentazioni religiose della cristianità. questo punto si presume che Gesù Bambino somigli a Nikka Costa o Ghali. L’opera buffa commissionata da un dirigente dell’azienda costerebbe 38.000 euro e il condizionale dipende dal fatto che l’ad non ha alcuna intenzione di esibirla né di pagarla. Sembra una banalità ma non lo è, perché sotto traccia è in atto un braccio di ferro fra i vertici Raie Nicola Sinisi, il manager (responsabile di Rai canone e dei Beni artistici) che dall’estate scorsa ha sponsorizzato il manufatto, lo ha commissionato all’artista di fama internazionale Marco Lodola e voleva imporlo a tutti i costi. Forte anche delle aderenze politiche nella upper class della sinistra organica: amico di Dario Franceschini, molto vicino a Rita Borioni (consigliera piddina in cda) e al direttore generale Alberto Matassino. Ora i dem e soprattutto Italia viva vorrebbero che a pagare un presepe inopportuno – che rischia di offendere la sensibilità di molti cattolici proprio nell’approssimarsi del Natale più anomalo dell’ultimo mezzo secolo -, fossero gli italiani con il canone. Michele Anzaldi, segretario in commissione di Vigilanza, renziano i ferro, definito in un libro «il Lothar di Mandrake»: «Si avvicina il Natale e il presepe laico continua a giacere inutilizzato. 38.000 euro per il presepe, peraltro mai esposto e tenuto in un magazzino, sono l’ennesimo vergognoso scandalo. Questa Rai butta letteralmente dalla finestra i soldi dei cittadini». Lo dice come se il conto fosse stato già saldato e il contenzioso non fosse aperto. si domanda arrivando direttamente da Marte: «Non sarà che dietro lo stop si celi un problema religioso?». Anche quando mostra sensibilità nei confronti della tradizione l’azienda culturale più grande d’Italia viene attacdelle ata da chi dovrebbe rappresentare l’azionista Eppure fra esibizionismi globalisti e melting pot multicult, oggi l’immagine quasi dimenticata, per questo davvero rivoluzionaria, sarebbe quella di un San Giuseppe e di una Maria Vergine pienamente inseriti nella millenaria tradizione cristiana. La vicenda è liquida. La Rai ha intenzione di far pagare l’opera a Sinisi, l’artista scomodato per nulla è pronto a portare l’azienda in tribunale. La polemica striscia. E dopo la denuncia del Codacons per blasfemia {«offesa al sentimento religioso») nei confronti di Chiara Ferragni raffigurata come una Madonna, ogni colpo di coda è possibile.

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