31 Agosto 2020

IL PD DI RAVENNA AL SERVIZIO DEL PARTITO FALLIMENTARE DI CALENDA

    CALENDA SI VERGOGNA DI RICONOSCERE CHE COME MINISTRO AVEVA A DISPOSIZIONE TUTTI I BILANCI DELLE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI: E ALLORA A CHIEDERE I BILANCI DEL CODACONS PROPRIO AL SUO EX UFFICIO SI MATERIALIZZA UN SUO FAN DI TWITTER

     

    ORA ASPETTIAMO INFO SULLE DONAZIONI DI SINGOLI E SOCIETÀ AD “AZIONE”

     

    Il Codacons torna a occuparsi di Calenda e ironizza sulla richiesta avanzata dal signor Enrico Sama (PD) del Comune di Bagnocavallo. A quanto pare, infatti, Carlo Calenda – che da settimane insiste a chiedere visione dei bilanci del Codacons, svelando ai cittadini italiani che da Ministro non sapeva neanche di averli a disposizione nei suoi stessi uffici – ha fatto chiedere i bilanci dell’Associazione direttamente al MISE e per tramite dell’assessore di un piccolo Comune, nominalmente del PD ma molto attivo sui social network proprio in supporto dello stesso Calenda, di cui pare essere uno dei primi fan.

    La vicenda, agli occhi dell’Associazione, ha dei risvolti comici. Palese, infatti, la gaffe clamorosa di Calenda: non la prima per l’ex rampollo di Montezemolo e, purtroppo, sicuramente non l’ultima per l’uomo che ha inanellato molti clamorosi fallimenti – alcuni dei quali finiti sotto la lente d’ingrandimento della magistratura: dalla cessione del Gruppo Novelli alla “famigerata” famiglia iGreco da Alitalia all’Ilva, da Fincantieri ad Almaviva, da Mercatone Uno a Blute.

    Forte di tale curriculum, evidentemente, Calenda si vergogna di riconoscere che i bilanci tanti agognati erano già sotto i suoi occhi: e allora ecco materializzarsi un suo fan di Twitter, il sig. Sama appunto, a chiederne copia. L’Associazione invierà al sig. Sama copia dei bilanci così desiderati: anche se sembra strano che gli unici d’interesse per l’assessore di Bagnacavallo, tra tutte le Associazioni dei consumatori, siano quelli del Codacons. Degli altri, evidentemente, non importa granché: elemento, questo, che fa molto riflettere sull’intera vicenda.

    L’Associazione, in ogni modo, chiede la stessa trasparenza. E allora, si aspetta dal sig. Sama o da altri, informazioni e motivazioni dei contributi – mei primi sei mesi del 2020 a quanto pare “Azione” è il partito che ha raccolto più donazioni private, oltre 350 mila euro – di singoli e società nei confronti di “Azione”: solo qualche giorno fa, infatti, “Il Fatto Quotidiano” ha evidenziato come le casse del partito siano continuamente rifocillate da donazioni a quattro o cinque zeri. L’ultima, a quanto risulta, arrivata dalla Fondazione Giovanni Arvedi: 100mila euro regalati a giugno da uno dei più grandi gruppi siderurgici italiani. Sarebbe il caso, proprio in un’ottica di trasparenza reciproca, di conoscere ragioni e natura dei tanti contributi arrivati da diversi esponenti del gotha economico nazionale: un sostegno davvero notevole e inatteso, per un partito che i sondaggi accreditano al 3%.

    L’Associazione invita inoltre il sig. Sama nei suoi studi di registrazione, per un’intervista dal vivo e un confronto leale e trasparente. Argomento della chiacchierata: le prospettive future del partitino sorto intorno all’enfant prodige Carlo Calenda, ultimamente al centro della bufera mediatica per gli articoli de “Il Fatto Quotidiano” su finanziatori e follower fittizi.

    Il Codacons ha raccolto la lista dei contributi ricevuto da “Azione” all’indirizzo: https://bit.ly/2YIJkT2.

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