11 Aprile 2013

Il patteggiamento? Uno schiaffo alle vittime

Il patteggiamento? Uno schiaffo alle vittime

GROSSETO La suspence dura giusto un’ ora. Perché il giudice non decide subito sul patteggiamento di Costa Concordia? C’ è qualcosa che non va? La domanda serpeggia fuori dall’ aula dove si è appena conclusa l’ udienza, che è durata nemmeno 5 minuti. Procura e difesa erano già d’ accordo – e da tempo – sull’ entità della sanzione pecuniaria. Cos’ altro c’ è? In realtà non c’ è nulla. Il tempo che il giudice Valeria Montesarchio impiega per la camera di consiglio è quello strettamente necessario alla valutazione della congruità della pena. Un milione di euro era stato concordato e un milione è. Escono il procuratore capo Francesco Verusio e il sostituto Alessandro Leopizzi: «Siamo soddisfatti – dice Verusio – È la conferma dell’ attività di indagine che abbiamo svolto e che anche il giudice adesso condivide. Abbiamo concordato un patteggiamento vicino al massimo prevedibile». E Verusio ricorda poi che la nave affondata aveva un valore di 500 milioni di euro. L’ avvocato Marco De Luca, intervenuto per Costa Crociere insieme al responsabile degli affari legali della compagnia avvocato Alessandro Carella, ritiene il patteggiamento «ragionevole, una soluzione equilibrata. Non è stata una soluzione particolarmente difficile perché con la Procura c’ è stata sempre grande disponibilità a discutere, da una parte e dall’ altra». Costa ha patteggiato la sanzione pecuniaria prevista dal decreto legislativo 231 del 2011 sulla responsabilità delle aziende. L’ articolo 10 prevede che per il calcolo della sanzione pecuniaria si debba prendere una suddivisione in quote «in numero non inferiore a cento né superiore a mille». Per Costa è stato applicato il massimo. E per ciascuna delle mille quote è stato applicato il massimo dell’ importo di ciascuna, cioè 1.500 euro. Dunque, un milione e mezzo di euro, che per la riduzione di un terzo prevista dal patteggiamento diventa appunto 1 milione. Un versamento che Costa Concordia effettuerà nei prossimi giorni e che chiude la pendenza penale. Eppure, non tutti sono soddisfatti del patteggiamento. Codacons la considera «uno schiaffo per i naufraghi e i loro parenti». «Le responsabilità dell’ azienda nel naufragio del Giglio sono più che evidenti, così come le tante falle sui sistemi di sicurezza della Concordia – spiega l’ associazione – Chiudere la vicenda con un milione di euro di multa, equivale a schiaffeggiare i naufraghi ma soprattutto i parenti delle vittime del naufragio. In ogni caso il patteggiamento concesso oggi in sede penale non influisce minimamente sulle cause risarcitorie avviate dalla nostra associazione contro Carnival e Costa negli Stati Uniti. Cause che anzi proseguono in attesa di veder riconosciute in sede civile le richieste risarcitorie dei naufraghi che non hanno accettato l’ elemosina offerta dalla società».(p.s.)

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