14 Settembre 2016

Il pasto da casa? Un diritto di tutti. Effetto Torino sulle mense

Il pasto da casa? Un diritto di tutti. Effetto Torino sulle mense
sentenza obbliga le scuole a organizzarsi per chi non vuole il servizio scolastico. ames: qui sono pochi

VENEZIA Una sentenza del tribunale di Torino rischia di far esplodere un caso mense. Dopo la vittoria di giugno di 58 famiglie, la sentenza ha stabilito il diritto di tutti i genitori che lo desiderano di dare personalmente ai figli il pasto da consumare a scuola durante il pranzo, senza usufruire del servizio mensa scolastico. Le scuole hanno il dovere di organizzarsi per far mangiare anche i bimbi con il pasto fai-da-te. La decisione potrebbe far «esplodere» il caso anche a Venezia dove già lo scorso anno era scoppiata tra i genitori la protesta legata al costo del ticket. «Quella di Torino è una vittoria fondamentale per tutti i genitori con bambini che frequentano la mensa scolastica – ha detto ieri Marco Maria Donzelli del Codacons – adesso però è necessario che il Ministero dia disposizione a tutte le scuole italiane affinché sia possibile esercitare liberamente questa possibilità. Chiediamo che venga messo a disposizione una spazio apposito per i bambini con il cibo portato da casa». Non è così semplice, anzi. Spazi di questo tipo nelle scuole difficilmente esistono. E per essere approvati hanno bisogno di particolari procedure e accordi con l’ ufficio dell’ Usl. Su questo fronte, però, molti genitori si erano già informati gli anni scorsi. «Una soluzione si trova – dice Nicola Bon del comitato genitori di Chirignago – il problema adesso è un altro: dare da mangiare un panino ai nostri figli ogni giorni non è certo la soluzione. La protesta nasceva per chiedere un miglioramento delle condizioni economiche da un lato e del cibo dall’ altro». «Conosco alcune famiglie che si sono già organizzate – dice invece Emanuela Tognotti del comitato mensa – la possibilità c’ è, chi vuole lo farà». A deciderlo per ora sono una ventina di famiglie. «Sono pochissime – chiarisce Gabriele Senno amministratore unico di Ames – le adesioni al servizio mensa sono perfino aumentate». Il confronto delle iscrizioni alla stessa data di un anno fa segna infatti un +11% (sono 8700 finora le iscrizioni). «Mi sembra un segnale evidente che la protesta è limitata», dice Senno. Intanto, per l’ avvio della scuola, Ames è pronta ad un’ altra rivoluzione: «Pubblicheremo per ogni piatto grammature precise ma anche il percorso fatto dall’ alimento, in modo che non ci siano più fraintendimenti di alcun tipo con i genitori. Il menù sarà chiarissimo, basterà un clic».
 

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