24 Maggio 2019

Il Parmigiano Reggiano nel mirino dei francesi fa scattare la polemica

il ministro: «attiviamo gli anticorpi contro le multinazionali» la cia invoca una cordata italiana. diffida del codacons
REGGIO EMILIA. L’ interesse dei cugini francesi per il Parmigiano Reggiano made in Reggio Emilia scatena la politica nazionale e ricompatta il settore agroalimentare italiano in difesa del re dei formaggi. A dare fuoco alle polveri è stata la multinazionale francese Lactalis, che già nel 2011 aveva scalato la Parmalat, colosso del latte a pochi chilometri da Reggio. «L’ Italia deve attivare anticorpi verso le multinazionali che vogliono venire qui solo a fare shopping» ha detto ieri il ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio, alla luce della vicenda Lactalis, che ha aperto un dossier nel processo di ricerca di nuovi investitori per la Nuova Castelli, società di Reggio Emilia fondata nel 1892 che, con circa 500 milioni di ricavi è leader nella distribuzione dei formaggi Dop italiani, oltre che principale esportatore di Parmigiano Reggiano. Da mesi il fondo Charterhouse Capital, entrato nel 2014 nel capitale di Nuova Castelli, è alla ricerca di un nuovo socio. Indiscrezioni danno la multinazionale francese interessata alla acquisizione, e da ambienti vicini al gruppo si apprende che il dossier viene analizzato ma che è uno dei diversi alla attenzione della società francese. «Premesso che dobbiamo ancora cosa intenda fare Lactalis – ha precisato il ministro della Lega Nord – non vogliamo vedere bandiere tricolori sulle nostre imprese con il blu al posto del verde». A partire in quarta è stata già due giorni fa la Coldiretti: «Fermare la svendita del Parmigiano Reggiano ai francesi per non ripetere gli stessi errori commessi in passato con la cessione della Parmalat alla Lactalis» aveva detto il presidente Ettore Prandini, nel commentare con preoccupazione le trattative in corso per l’ acquisizione della Nuova Castelli. Anche Cia-Agricoltori Italiani auspica la formazione di una cordata italiana per contrastare la possibile acquisizione dell’ azienda reggiana. Ne dà notizia la stessa Cia in una nota, precisando di seguire con attenzione la vicenda, e definendo «l’ aggressiva offerta transalpina particolarmente insidiosa per un comparto in cui le multinazionali francesi già detengono il 30% del mercato nazionale nel settore lattiero caseario. La preoccupazione della Cia riguarda, soprattutto, il destino degli oltre mille dipendenti dell’ azienda distribuiti nel venti impianti in tutto territorio, a rischio chiusura nel caso di probabili future delocalizzazioni. Cia si augura che anche nell’ eventualità di cessione in mani straniere della Nuova Castelli, sia salvaguardata la qualità di uno dei prodotti simbolo del made in Italy nel mondo e siano tutelati i posti di lavoro dei dipendenti dell’ azienda». Il Codacons va anche oltre presentando una formale diffida alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, affinché blocchi l’ operazione. Lo annuncia una nota dell’ associazione. «In nessun caso consentiremo la perdita per l’ Italia di uno dei principali valori agroalimentari del nostro paese, e siamo pronti a ricorrere all’ Antitrust e alle istituzione europee per contrastare l’ operazione», spiega il presidente Carlo Rienzi, sottolineando che «il valore di questo prodotto, infatti, va al di là dell’ aspetto industriale, considerato che il Parmigiano Reggiano fa parte del patrimonio italiano e rappresenta un simbolo del made in Italy». — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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