6 Luglio 2013

Il paracadutista del Duomo «Sono stati i 7 secondi più belli della mia vita»

Il paracadutista del Duomo «Sono stati i 7 secondi più belli della mia vita»

 

MILANO  IL VIDEO È rapidissimo: appena una decina di secondi. Si scorge a malapena un puntino colorato appeso ad un paracadute rettangolare che subito dopo è già planato in piazza Duomo a ridosso dell’ ingresso della metropolitana, lato Rinascente. Un secondo dopo l’ atterraggio, il base jumper si disfa dell’ attrezzatura e si dilegua in metropolitana. Dopo 24 ore di «sequestro», il video dell’ impresa di Maurizio di Palma, l’ acrobata solitario che l’ altro ieri mattina all’ alba si è gettato dalle guglie del Duomo è stato distribuito ed è finito là dove era destinato: cioè su Internet. Ed ha già ottenuto il suo bel record di contatti considerando anche la pubblicità supplementare e gratuita di giornali e televisioni. Nel video – che la questura ha deciso di dissequestrare – si nota la piazza deserta (e non può essere diversamente considerando che erano da poco passate le 6.30 del mattino) e non si riesce a individuare né il punto né il momento in cui Di Palma si lancia dalla terrazza. Probabilmente i tre amici-complici che avrebbero dovuto riprendere con telecamera e cineprese lo show sono stati anche loro colti di sorpresa. È evidente che sia stato lo stesso lanciatore ad accorgersi dell’ arrivo rapidissimo dei poliziotti che corrono dalla postazione fissa di piazza Duomo ma che non riescono a bloccare Di Palma che si precipita giù per le scale del metrò. L’ ESIBIZIONE ha dato la stura alla polemica sulla vulnerabilità del Duomo e sulla falla nei sistemi di controllo. Il 34enne infatti è salito sulla terrazza la sera prima mescolandosi ai turisti senza essere notato dai controllori che lo hanno lasciato passare nonsoatnte avesse in spalla uno zaino vistoso dentro cui era piegata la vela. Il Codacons ha presentato un esposto in Procura «Abbiamo deciso di presentarlo – spiega il presidente Marco Maria Donzelli – perché siamo stufi di queste bravate. Ormai tutti credono di poter fare quello che vogliono, e invece non è così. Oltre al pericolo di emulazione, ci vuole rispetto per un luogo di culto. Non si è gettato da un ponte, ma da una chiesa». Intanto il jumper pavese residente in Trentino ha ribadito la sua soddisafzione. «Il lancio dal Duomo di Milano è stato il momento più emozionante della mia carriera, sono stati i 7 secondi più belli della mia vita». L’ ex paracadutista della Folgore descrive il lancio di ieri mattina dalle guglie del Duomo. «Sono salito due sere fa come un normale turista – ha spiegato – poi mi sono nascosto in un punto che avevo già individuato in precedenza». Poi prevedendo le inevitabili polemiche sulla sorveglianza della cattedrale precisa: «Non è un problema di sicurezza – afferma – il Duomo è più controllato di una banca. Io mi sono preparato a lungo e sono stato fortunato. Per fare questa impresa c’ è voluto quasi un anno di osservazioni. Negli ultimi 6 mesi – ha spiegato – sono salito per ben 12 volte in cima al Duomo». Il lancio era previsto per l’ alba, in un’ orario compreso tra le 4.30 e le 5 di mattina. «Quello che non avevo previsto e non avevo notato nel corso delle mie osservazioni – ha detto Di Palma – era la pattuglia fissa della polizia in piazza del Duomo. Passava il tempo e gli agenti non andavano via. Quando sono arrivate le 6 ho deciso di buttarmi perché altrimenti piazza Duomo rischiava di diventare troppo affollata». Tino Fiammetta [email protected].

 

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