14 Marzo 2015

Il Papa fa lo “scherzetto” alla politica e annuncia il Giubileo senza troppo preavviso

Il Papa fa lo “scherzetto” alla politica e annuncia il Giubileo senza troppo preavviso

Parliamo
di scherzetto perché, come sottolinea l’Huffington Post, l’annuncio del
Santo Padre è arrivato come un fulmine a ciel sereno per la politica
italiana, di solito informata per tempo delle decisioni del Vaticano che
richiedono un grande sforzo organizzativo. Questa volta nulla.

 

La politica è rimasta spiazzata. Il capo del governo non sapeva nulla, e nulla sapeva neanche il ministro dell’Interno, che viste le questioni tecnico-organizzative avrebbe (forse) gradito conoscere in anteprima la notizia. Ma il Papa non è tenuto a informare né tantomeno a richiedere il “nulla osta” ai palazzi della politica. Probabile, molto probabile che non sapesse nulla neanche il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, che però si è insediato da poco e, quindi, non ha ancora avuto il tempo materiale per conoscere personalmente il capo della chiesa di Roma.
Nel pensare e lanciare l’anno santo il Papa non avrà dato troppo peso agli aspetti organizzativi. A lui interessano prima di tutto le anime. Ma un evento come l’anno santo mobiliterà milioni di persone, e quindi gli aspetti organizzativi non possono essere sottovalutati. Padre Lombardi, responsabile della sala stampa vaticana, cerca di gettare acqua sul fuoco: “Questo è un evento spirituale, il Papa non pensa ad un’organizzazione megagalattica”. E insiste: “Non lo paragonerei al Giubileo del 2000 che aveva un carattere storico ed era previsto e preparato con largo anticipo”. In effetti per il Giubileo di Giovanni Paolo II l’organizzazione partì con largo anticipo e dedicò molta attenzione anche alle infrastrutture. Cosa che, questa volta, praticamente sarà impossibile fare. Ma a Papa Francesco questo, evidentemente, interessa poco o nulla. E il tempo per organizzare tutto (e bene) c’è tutto, assicura padre Lombardi.
La politica, rimasta a bocca aperta, si riprende dallo “choc” con parole di circostanza. Il capo del governo Matteo Renzi dall’Egitto, dove si è recato per un vertice con il presidente Al-Sisi, commenta con parole di circostanza: “L’annuncio del Giubileo è una buona notizia che il governo italiano accoglie con i migliori auspici. Si tratta di un appuntamento importante, il cui carattere religioso, come sottolineato da Papa Francesco, è uno spunto di riflessione e di meditazione per tutti. Sono sicuro che, come già nel 2000, Roma si farà trovare pronta: l’Italia, che quest’anno ospita l’Expo, saprà fare la sua parte anche in questa occasione”.
Il sindaco della Capitale, Ignazio Marino, fa sapere che la sua città è già pronta, anche se mancano appena 270 giorni dall’evento: “Roma è da subito pronta ad affrontare questo evento mondiale, così come lo è stata in occasione della beatificazione dei due Papi il 27 aprile del 2014”. In effetti anche quello fu un evenmto straordinario assolutamente non programmato. E le cose tutto sommato andarono bene. “Moltiplicheremo per cento i nostri sforzi – aggiunge Marino – per far sì che l’organizzazione sia all’altezza dello straordinario appuntamento. Il grande amore che lega i cittadini di Roma al nostro Vescovo, ricambiato con generosità ogni giorno, sarà una risorsa in più”. Poi allineandosi ai desiderata di Bergoglio, il sindaco spiega che proporrà “una gestione minimalista dell’evento, senza sfarzi né grandiosità: come, conoscendolo, vorrebbe il Papa”. Se Marino è convinto che non ci siano problemi, di tuttaltro avviso sono altri esponenti del suo partito. “Nelle condizioni attuali Roma non è pronta – dichiarano i deputati del Pd Michele Anzaldi e Lorenza Bonaccorsi, presidente del Pd Lazio -. Bisogna al più presto creare una cabina di regia per condurre in porto un avvenimento così grande. Serve subito una cabina di regia – spiegano i deputati dem – con il Governo, la Regione Lazio, il Comune di Roma, le forze dell’ordine, il terzo settore, il sistema di protezione civile. Gestire milioni di pellegrini, che non sono turisti, in una città non organizzata può rappresentare un pericolo anche grave per chi arriverà a Roma e può creare disagi insostenibili per i romani. Il Giubileo dura un anno e non è certamente paragonabile a singole giornate, anche impegnative, che la città si è trovata a gestire di recente”.
Il Codacons lancia un grido d’allarme, spegnendo l’entusiasmo del sindaco Marino e degli albergatori: “Il Giubileo straordinario troverà una città impreparata con effetti disastrosi per i cittadini. Le criticità della Capitale sono note a tutti – spiega il presidente Carlo Rienzi -. Bastano due gocce di pioggia e la città collassa. Per non parlare dei trasporti pubblici, inefficienti e inadeguati a servire una metropoli europea, e dei tanti problemi connessi al traffico e allo stato disastroso delle strade. Roma non è assolutamente in grado di ospitare eventi di portata mondiale, che rischiano di tradursi in una ondata di disagi senza precedenti per i cittadini”. E ancora: “Prima devono essere risolti i tanti e gravi problemi della città, e solo successivamente si potrà pensare a giubilei ed eventi così importanti. E il tempo, purtroppo, è insufficiente a garantire interventi tesi ad assicurare un anno santo straordinario all’altezza delle aspettative”.

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