15 Novembre 2015

Il Papa: attacco disumano E il Vaticano dice no al rinvio del Giubileo “Ora serve ancora di più”

Il Papa: attacco disumano E il Vaticano dice no al rinvio del Giubileo “Ora serve ancora di più”

CITTÀ DEL VATICANO. Lo choc di Parigi arriva subito, e forte, in Vaticano. Dove i timori per un eventuale attacco, nel centro della cristianità, sono più alti che altrove. E il Papa interviene immediatamente. Lo fa in un’ intervista telefonica a Tv2000, rilasciata al direttore Lucio Brunelli: non c’ è giustificazione «religiosa e umana» a quanto accaduto, dice Francesco. «Questo non è umano. Per questo sono vicino a tutta la Francia, a cui voglio tanto bene». Il Pontefice in passato si era riferito a quella che sosteneva essere «una terza guerra mondiale». «Questo è un pezzo», ha aggiunto ieri, affermando di essere «commosso e addolorato». Dopo il Papa è intervenuto il capo dei vescovi italiani, il cardinale Angelo Bagnasco. Oggi in tutte le chiese si pregherà per la Francia. «Un altro fatto dolorosissimo che mette inquietudine – ha detto l’ arcivescovo di Genova, che è anche vice presidente della Conferenza episcopale europea – ma che non deve spaventare né l’ Europa né tantomeno la Francia. È un momento che deve suscitare riflessione, sia per quello che sono questi atti terroristici, sia per non spaventarsi e reagire in modo indebito, come ad esempio rinchiudersi dentro un fortino». Gli occhi di molti ora, non solo in Vaticano, vanno al Giubileo che si aprirà l’ 8 dicembre. Nel clima di paura, fuori e dentro la Chiesa, c’ è chi apre l’ ipotesi di un rinvio. Scrive ad esempio al Papa padre Antonio Rungi, teologo stimato e citato da Francesco: «Chiedo di sospendere tutte le celebrazioni a tutte le manifestazioni per tutto l’ Anno giubilare. Ciò non vuol dire che non debba svolgersi. Anzi, al contrario, si deve svolgere regolarmente. Non è assolutamente necessario andare in pellegrinaggio a Roma per poter usufruire dei benefici spirituali». L’ argomento divide i partiti politici. Nel Pd c’ è chi come Stefano Pedica appare contrario («Si dovrebbe cominciare a riflettere sulla possibilità di rinviare il Giubileo»), ma il suo compagno di partito Edoardo Patriarca è di un avviso diverso («Rispondere uniti ai terroristi lo si fa anche confermando il Giubileo»). I dubbi non sono solo a sinistra. Il senatore della Lega Nord, Sergio Divina, si chiede se non si debba valutare «il caso di chiudere anche noi le frontiere e annullare quella che sarà la più grande concentrazione di cristiani mai vista in Italia, il Giubileo». E pure il Codacons è contrario: «Rivolgiamo un accorato appello a Papa Francesco, non perché annulli il Giubileo, ma perché lo trasformi in un momento di preghiera al quale i fedeli possono partecipare dal proprio Paese, senza recarsi a Roma». Di avviso totalmente diverso è però il Vaticano. «Non è proprio tempo di rinunciare al Giubileo – dice il portavoce papale, padre Federico Lombardi – Dobbiamo resistere con decisione e con coraggio alla tentazione della paura». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
marco ansaldo
 

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