Il paniere si aggiorna. I prezzi no
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- Avvenire
Via il tailleur, dentro il caffè in capsula. Tasso fermo allo 0,7% GIUSEPPE MATARAZZO MILANO Cambiano i costumi, le mode, le esigenze. E cambia il paniere dei prodotti con cui l’ Istat monitora i prezzi e quindi l’ inflazione. E se alla moka tantissimi italiani ormai preferiscono la macchinetta, ecco che la capsula va misurata. E se persino il fumo diventa elettronico, benvenuta anche l’ e-cig. Nelle città si diffonde (fortunatamente) la raccolta differenziata con specifici cassonetti per l’ umido? Via libera ai sacchetti ecologici. E se i giornali li leggiamo anche sui tablet, nel paniere non può mancare l’ abbonamento online al nostro quotidiano. L’ elenco di new entry è ben assortito: il formaggio spalmabile in confezione e quello grattugiato, la fotocamera large sensor e il notebook ibrido. Tra le nuove voci che articolano in più categorie prodotti già presenti nel paniere figurano poi il latte fresco alta qualità, o i costumi da piscina e i pantaloni per i bambini, il test di gravidanza, lo pneumatico termico, la vaccinazione di animali domestici, il parcheggio di auto a lunga sosta e lo spazzolino elettrico. Un caleidoscopio di novità. Escono invece le spese per la riparazione del televisore o del computer, mentre lo yogurt biologico e il tailleur vengono sostituiti rispettivamente dallo yogurt probiotico e da un più ge- nerico abito da donna. Segno dei tempi, fra abitudini alimentari salutiste forse condizionate da qualche pubblicità azzeccata e donne che magari saranno in carriera, ma evidentemente preferiscono vestire casual. Per la cronaca, il carrello dell’ Istat si compone di 1.447 prodotti nel 2014 (diciotto in più del 2013), raggruppati in 614 posizioni rappresentative (603 nel 2013), che compongono il paniere utilizzato per gli indici dei prezzi al consumo Nic (intera collettività nazionale) e Foi (famiglie di operai e impiegati). Con la nota di costume che riguarda il paniere, l’ Istat ha diffuso anche il dato preliminare relativo a gennaio, in cui l’ inflazione è rimasta stabile, ai minimi dal 2009, allo 0,7% su base annua. Su base mensile, stima l’ istituto, il tasso aumenta dello 0,2%, come a dicembre. I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto – il cosiddetto carrello della spesa – aumentano dello 0,3% su base mensile e dell’ 1,1% su base annua (in attenuazione dal +1,2% di dicembre). Se per il Codacons la bassa inflazione equivale pur sempre, in termini di aumento del costo della vita, a una stangata annua pari a 245 euro per una famiglia di tre persone e a 269 euro per una di quattro componenti, secondo Confesercenti con l’ inflazione sono fermi anche i consumi la cui ripresa si sposta a fine 2014. «La prolungata debolezza della dinamica dei prezzi è un segnale delle difficoltà che sta attraversando il Paese, incapace di uscire con decisione dalla crisi», commenta poi Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione, secondo cui il nodo centrale per la crescita «è ridare fiato ai consumi, restituendo potere d’ acquisto alle famiglie e realizzando quelle riforme in grado di ridare competitività ed efficienza al sistema d’ imprese». L’ inflazione a questi livelli dovrebbe comunque rappresentare ormai il «punto di minimo» per Paolo Mameli, economista di Intesa Sanpaolo. «Il dato conferma la tendenza assai moderata dell’ inflazione, ma non segnala veri e propri rischi deflazionistici», aggiunge. «In ogni caso rimarrà sotto la soglia dell’ 1% sino alla prossima primavera». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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