21 Dicembre 2006

Il panettone? Ormai costa meno del pane

Il panettone? Ormai costa meno del pane

Gli artigiani: marchio doc per tutelarci. La grande distribuzione: prezzi bassi grazie alla politica commerciale



Tre panettoni per una baguette. È il lato amaro del Natale. I supermercati mettono in super-offerta i prodotti in scatola e i milanesi finiscono per pagare più il pane del dolce. «Ma il prodotto industriale non ha la qualità e la lavorazione del dolce artigianale, che infatti viene venduto a prezzi ben maggiori», sostiene Antonio Marinoni, presidente dei panificatori milanesi. È il motivo per cui i maestri artigiani chiedono il marchio doc: «Una tutela». Dall` altra parte, la grande distribuzione «fa politiche commerciali e di marketing aggressive, nella logica della tutela del potere d` acquisto», precisano da Federdistribuzione. Il messaggio dagli ipermercati è: «Sia chiaro. I nostri prodotti sono di altissima qualità». Resta il fatto che le pasticcerie fanno tutt` altri prezzi: da 14 a 30 euro al chilo. E resta un dato: 1,90 euro è l` offerta per un chilo di panettone Le Grazie, 7,50 euro per le baguette di un forno del centro. Ultimi giorni di shopping pre-natalizio. Fanno tutti i conti con il portafogli. I commercianti stimano affari in crescita tra il 5 e il 10 per cento sul 2005. I ristoratori registrano il «tutto esaurito» e aspettano d` incassare due milioni di euro in un colpo solo a Natale. I milanesi si riversano in centro e tengono d` occhio i cartellini dei prezzi. Lo spumante è aumentato del 18 per cento, gli addobbi fanno registrare un` impennata che tocca il 20 per cento alla voce «fili argentati». Salasso da decorazione. E poi c` è il panettone. Un classico. Per il Codacons i prezzi sono in calo dell` 11 per cento rispetto al 2005. Un affare. Tanto che secondo un` indagine della Camera di Commercio, in questi giorni a Milano si spendono addirittura 15 milioni di euro solo in dolce tipico. Ce n` è per tutte le tasche: 2,40 euro il Bauli all` Esselunga (4,70 in abbinata con lo spumante), 22 euro l` artigianale da Marchesi, 24 da Cucchi, 26 da Gattullo. Un salto in panetteria, e si trova un chilo di michette solo da 2,90 euro in su. Più del Bauli. «Per questo ci battiamo per il riconoscimento del panettone doc», sottolinea Marinoni. Perché c` è differenza tra il prodotto da forno e da ditta: «Svendere la tradizione a due euro è uno schiaffo a chi lo produce da due secoli». La tradizione è una sequenza di passaggi. Formatura, spezzatura, lievitazione, scarpatura. Il panettone artigianale vuole 48 ore di lavoro. E ingredienti fissi: farina, uova fresche, burro di cacao, uvetta sultanina, scorze di arancia e cedro canditi. E il pane? «C` è più lavorazione in una baguette che in un dolce aziendale», ribatte Marinoni. Non basta: «I prezzi sono fermi da un anno, nonostante i costi degli affitti siano lievitati». Risponde Sandro Miano, del Movimento consumatori: «Ma hanno raggiunto comunque livelli impensabili. Sono quasi il doppio rispetto a Roma». Ai milanesi piace il panettone liscio. Senza canditi. E un cittadino su cinque lo acquista in pasticceria, secondo un sondaggio della Camera di Commercio. Oggi, dalle 13 alle 19, il dolce doc viene offerto gratuitamente, insieme a un bicchiere di vino, sul tram storico che collega piazza Castello a piazza Fontana. «È un` iniziativa che si gioca sulla qualità e sull` identità – sottolinea Carlo Sangalli, presidente della Camera di Commercio -. Valorizzare un prodotto tipico significa costruire un ponte tra tradizione e innovazione, oltre che una concreta alleanza con i consumatori».

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