12 Maggio 2004

Il pallone torna nello scandalo ma il campionato non è a rischio

Il pallone torna nello scandalo ma il campionato non è a rischio

La Figc apre la sua inchiesta. Dopo l`abolizione della “responsabilità oggettiva“ si possono escludere, per ora, sanzioni alle società



Roma L`ufficio indagini della Federcalcio ha già aperto la sua inchiesta. Al momento attende informazioni da parte della Procura di Napoli, che è titolare dell`inchiesta penale. Solo in un secondo momento avvierà il suo lavoro vero e proprio. Ma non ci sarà alcun terremoto: le norme che vigono ora in Federazione non prevedono penalizzazioni per le società ed i club. La classifica del campionato che terminerà domenica non sarà, quindi, stravolta dalle indagini sportive o giudiziarie. Le norme, infatti, sono cambiate rispetto al primo scandalo del “calcio scommesse“: a quell`epoca vigeva il principio della “Responsabilità oggettiva“ ed i club pagarono con penalizzazioni e persino con retrocessioni il comportamento dei propri tesserati.
A differenza di quanto accadeva vent`anni fa, ora le società possono subire sanzioni solo nel caso risultino invischiati dirigenti o allenatori. Al momento, di appartenenti a queste due categorie, solo un nome figura tra quelli in mano agli inquirenti napoletani: è quello di Luigi Del Neri, tecnico del Chievo. Ieri proprio Del Neri è stato ascoltato dalla magistratura per rispondere di una frase, pronunciata da terzi, secondo cui “l`allenatore non sarebbe d`accordo“ per aggiustare la partita con il Siena. Il trainer della squadra veronese si è difeso con veemenza, sostenendo la propria estraneità. Chi potrebbe, alla fine, uscire con le ossa rotte sono soltanto i calciatori.
La tensione che è stata provocata da questa inchiesta, però, è altissima. E` arrivata fin dentro i palazzi della politica. Ieri, in una giornata già convulsa per le indiscrezioni che tendono a coinvolgere il governo nello scandalo delle torture pratiche sui detenuti in Iraq, il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha convocato nella sua residenza privata, a Palazzo Grazioli, il sottosegretario Mario Pescante, che ha la delega per lo sport. Un colloquio breve e, probabilmente, carico di tensione. Al punto che il sottosegretario, uscendo, non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione: «Scusatemi. Abitualmente non mi comporto così, ma la situazione ed il momento sono delicatissimi».
In questo clima è molto difficile il varo di una serie di misure “ad hoc“ che il Parlamento dovrebbe varare per salvare il mondo del calcio. Persino L`Osservatore Romano, quotidiano della Santa Sede, ha riportato la notizia nell`edizione in edicola oggi: «Condizionato da continue violenze dei tifosi, ammalato di doping, oberato dai debiti, divorato dal giornalismo ed in forte crisi di credibilità, il calcio ripiomba nell`oscuro sospetto di trucchi e scandali».
Avvertendo il clima ostile che potrebbe provocare questo ennesimo “caso“ nel mondo del calcio, il presidente della Federazione, Franco Carraro, ha deciso di intervenire subito: «Da tempo abbiamo sollecitato una lotta serrata e chiesto controlli più severi. Dobbiamo sconfiggere il mondo delle scommesse clandestine che trova un terreno di coltura negli ambienti malavitosi e camorristici. Del resto questo sembra emergere anche dalle prime risultanze delle indagini della magistratura – ha detto Carraro – Oltretutto queste interferenze costituiscono anche un`illecita concorrenza alle scommesse sportive legali, che producono introiti a favore dello Stato e di tutto lo sport italiano».
Sulla stessa lunghezza d`onda anche il presidente della Lega, Adriano Galliani: «In attesa di conoscere maggiori elementi dall`indagine in corso, da parte della magistratura, ritengo che il presidente Carraro abbia fatto benissimo ad attivare subito l`Ufficio indagini, per accertare eventuali responsabilità di tesserati».
Del resto, come ha immediatamente chiarito l`Azienda dei Monopoli di Stato, le giocate effettuate attraverso la rete sono da ritenersi validi a tutti gli effetti. «I risultati certificati sul campo dai commissari di gara – si legge in un comunicato diffuso dalla Aams – non possono essere messi in alcun modo in discussione, in quanto riferiti ad eventi chiusi. Pertanto le vincite pagate devono considerarsi definitive. Nel caso l`Azienda dei Monopoli dovesse verificare che, a seguito delle indagini, l`andamento delle giocate cali si vedrebbe costretta ad agire nei confronti degli eventuali responsabili». Fu proprio una segnalazione partita dalla Snai, società che gestisce questo tipo di scommesse, a far scattare le indagini sulla partita Atalanta-Pistoiese del 2001. Ma questa tesi è decisamente contestata, alla radice, dal Codacons, l`associazione in difesa del consumatore: «Per noi, se le indagini accerteranno i reati contestati ed il condizionamento sulle partite di calcio, i campionati in corso devono ritenersi a rischio annullamento»,ha detto il presidente, Carlo Rienzi.


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