Il Paese «incerto» che rinuncia anche ai saldi
-
fonte:
- Avvenire
Gli italiani e la crisi MILANO La crisi, lo si è detto più volte in questi giorni, ha gelato le feste. Ha raffreddato, se non spento del tutto, quella che una volta era la febbre del consumismo nella stagione degli acquisti per antonomasia: fra i regali di Natale e i saldi invernali, era una corsa alla spesa. Per sé e per gli altri. La tredicesima volava via senza pensarci troppo. Immagini di un tempo che fu. Federconsumatori l’ altro giorno rilevava che una famiglia su 5 quest’ anno non ha fatto regali, con una spesa calata di oltre l’ 11%. Adesso si guarda ai saldi, al via il 4 gennaio in gran parte d’ Italia. E le previsioni sono buie. Le associazioni dei consumatori lanciano già l’ allarme: non più del 37% delle famiglie italiane, pari a circa 9 milioni, pensa di fare qualche acquisto durante gli sconti, contro il 40% (già fortemente ridimensionato) dei saldi invernali 2013. E quindi le vendite registreranno nuovi minimi: il Codacons stima un calo medio del 12,5% rispetto ai precedenti saldi invernali, con punte anche di un -30% nel Mezzogiorno; per Federconsumatori-Adusbef la contrazione sarà dell’ 11,3% rispetto allo scorso anno, quando c’ era già stato un crollo del 18,8%, mentre la spesa media sarà di 194 euro a famiglia, per una spesa complessiva di appena 1,73 miliardi di euro. «Tutti gli indicatori economici ci dicono che le famiglie hanno drasticamente tagliato i consumi addirittura nel settore alimentare e rinunciano del tutto ai beni non indispensabili. I saldi diventano sempre più un lusso per ricchi», spiega il presidente del Codacons Carlo Rienzi. Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti di Federconsumatori- Adusbef sollecitano il governo «ad agire urgentemente per un rilancio del potere di acquisto delle famiglie e dell’ intera economia con una detassazione per le famiglie a reddito fisso». Richiesta che non può che sostenere e rilanciare il Mario Rossi di ogni giorno e ogni città che fa i conti con il proprio reddito (se ce l’ ha) e le spese da affrontare. Che vede il proprio stipendio falcidiato dalle tasse senza poter contare su prestazioni e servizi adeguati che possano minimamente giustificarle. Mentre c’ è chi continua a non pagarle le tasse e si muove in un mondo sommerso di elusioni e benefici. A riequilibrare il sistema non basta certo la riduzione del cuneo fiscale di qualche decina di euro sbandierata dall’ esecutivo. Ci vuole ben altro a mobilitare la spesa e a ridare fiducia all’ economia e agli italiani. In questo buio, il rapporto dell’ Osservatorio Abi-Censis sulla società italiana prova a capire il sentiment della gente: gli italiani si dichiarano più incerti ma meno pessimisti. Un anno fa il 16% degli italiani si dichiarava incerto, nel 2013 è il 32,9% a sentirsi così, mentre i pessimisti sono scesi al 37% dal 46,8%. Nella top 5 dei problemi la situazione economica, le tasse, l’ inflazione e il debito pubblico. Gli italiani sono tormentati dalle questioni economiche più degli altri europei, a dimostrazione che la crisi abita ancora qui. Tra i principali problemi, il 58% indica la disoccupazione, 7 punti in più della media europea. In Italia il 42% indica la situazione economica, rispetto al 33% della media in Europa. La differenza più grande si registra per le tasse, per il 23% degli italiani è uno dei problemi principali del Paese, nella media europea è il 9%. Suscitano meno preoccupazioni che nel resto d’ Europa questioni importanti come sicurezza, sistema sanitario, previdenza, immigrazione, pensioni. Italiani più sereni anche su questioni ambientali, casa e scuola. L’ 85% degli italiani si dice preoccupato mentre il 71,2% si dice indignato, in linea con il perdurare della crisi. Ciò che rappresenta bene la situazione di incertezza laboriosa, sottolinea il rapporto Abi-Censis, è che il 45,8% degli italiani dichiara: «Vorrei fare qualcosa, ma non so cosa». Italiani, popolo di geni e naviganti. In un Paese incerto. E in crisi. Giuseppe Matarazzo © RIPRODUZIONE RISERVATA Atteso un calo delle vendite del 13% Abi-Censis: ma c’ è meno pessimismo.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: Carlo Rienzi, Saldi, sconti, vendite
