23 Giugno 2005

Il ?padre? Dante e lo tsunami per tutti




ROMA – Tra pronostici azzeccati (pochi), delusioni e sorprese (parecchie) si è consumata la prima parte della liturgia degli esami di maturità: la prova di italiano. Un appuntamento preceduto come ogni anno da una spasmodica caccia ai titoli che, a tracce ufficializzate, anche stavolta ha lasciato sul campo tanti studenti delusi e finanche qualche disperato. I veggenti del web almeno in un paio di casi hanno comunque rivelato invidiabili capacità divinatorie: Dante e lo tsunami sono effettivamente `uscitì. Il sommo poeta è stato proposto per la tipologia analisi del testo. Di lui è stato scelto il XVII canto del Paradiso (per l`esattezza i versi 106-142), quello in cui Cacciaguida annuncia a Dante il destino che l?aspetta. Ma l?autore toscano, con il suo primo canto del Purgatorio (versi 70-75), figura anche tra i documenti proposti per la stesura del saggio breve sull`aspirazione alla libertà nella tradizione e nell?immaginario artistico-letterario. Insomma, un bis che ha dato ampiamente ragione a tutti quelli che per giorni dalla rete hanno consigliato di ripassare la Divina Commedia. Anche il maremoto che ha sconvolto sei mesi fa il sud est asiatico è finito nella rosa degli argomenti; non in maniera così esplicita visto che il titolo suggerito recitava ?Catastrofi naturali: la scienza dell?uomo di fronte all?imponderabile della Natura? ma quanto basta per buttare giù qualcosa di decente. E per suscitare la soddisfazione del capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso: ?far riflettere i ragazzi sulle calamità naturali mi sembra un passo importante che rispecchia come la cultura di protezione civile cominci a trovare spazi nuovi nei temi di interesse generale per il Paese?. Decisamente meno entusiasta il geologo e ricercatore del Cnr Mario Tozzi che ha definito il tema ?scontato? contestando la formulazione della traccia e in particolare l?uso del termine imponderabile riferito alla natura che – ha osservato – ?è un chiaro segnale del prevalere di una cultura umanistica, di un pregiudizio antiscientifico duro a morire?. E dire che, nella lettera aperta ai candidati, il ministro Moratti ha sottolineato l?esigenza di professionalità specifiche nei settori della ricerca scientifica e della tecnologia. Grande assente, invece, rispetto al toto-tema, Papa Wojtyla: 3 studenti su 10, in un sondaggio-lampo effettuato all?uscita di scuola in cinque città italiane, si aspettavano che nel ventaglio delle proposte ce ne fosse anche una su Giovanni Paolo II. Delusi pure i fan di Svevo e Pasolini, due autori che per giorni hanno tenuto banco su chat e forum degli studenti. Inaspettati il tema sulla libertà, sul viaggio come metafora della vita (?eccezionale? lo ha definito Reinhold Messner), sul crollo dei regimi nazionalistici proposti per il saggio breve (o articolo di giornale) così come il tema storico su Europa e Stati Uniti e quello di attualità sul ruolo della fisica e la figura di Einstein (apprezzato dall?astrofisica Margherita Hack). Non sono mancate naturalmente le polemiche per fughe di notizie, vere o presunte: le tracce erano su diversi siti di buon`ora e addirittura, in qualche caso, dalla tarda serata di martedì Hanno già annunciato esposti alle procure i giovani dell?Udeur e il Codacons. Ma anche questo è un copione già letto.

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