14 Settembre 2005

Il ?pacco? di Ligabue

Il ?pacco? di Ligabue



«Chiedo scusa personalmente a quelli di voi che non hanno potuto sentire come si doveva». Firmato Luciano Ligabue. Con queste parole, alla fine di una lettera ai fans pubblicata sul suo sito, il rocker emiliano ha cercato di rimediare a quanto successo sabato al Campovolo di Reggio Emilia in quello che doveva essere l?evento clou capace di chiudere in bellezza la stagione dei concerti estivi. Cosa è successo in definitiva? La cosa peggiore che possa accadere in un concerto: l?audio ha fatto cilecca.
La grande festa in musica per il lancio dell?album Nome e cognome, con tanto di chilometrica lista di ospiti e raggiungimento del record di presenze per un?unica esibizione in Europa (ottenuto con quasi duecentomila spettatori assiepati e così scippato agli U2) alla fine ha lasciato l?amaro in bocca. Al cantante – che la stessa sera ha subito il furto già peraltro rimediato (ah, le fortune della celebrità!) perpetrato da qualche furfantello nel suo appartamento – e, quel che più conta, ai tanti fans che hanno pagato oltre sessantamila delle care vecchie lire (30 euro il costo del biglietto più i diritti di prevendita) per vedere e soprattutto per ascoltare il mega-show. Per diversi fra loro, la seconda parte del proposito si è rivelata un?utopia. Proprio il sistema di amplificazione del palco principale, il ?main stage?, si è rivelato insufficiente a garantire la bontà del suono.
Una mancata efficienza che impressiona considerata l?imponenza della struttura (tecnica e artistica) costata ad organizzatori e sponsor cinque milioni di euro (tutti ritornati dalla vendita dei biglietti). Ma cosa volete, questi sono i problemi che spesso si presentano quando alle cose ci si aggiunge il prefisso ?mega?. Mega l?intento da realizzare (il record appunto) mega la grancassa mediatica, mega lo spazio da inondare di musica, mega anche l?emozione (qualche problema di intonazione per Ligabue al debutto dello show). E mega, neanche a dirlo, pure il casino.
Lo stesso rocker nello scusarsi con i fan ha detto di essersi accorto del disagio e di averlo «fatto presente ai tecnici». Ma non è bastato o, come direbbe il Liga, «non si può avere tutto». Ma come spiegarlo ai tanti che si sono comprati il loro bel biglietto e si sono organizzati per la trasferta musical-mediatica un po? da tutta Italia? Bastano le scuse a risarcire la delusione di ragazzi e ragazze che, per ora, non hanno potuto fare altro che metterla nero su bianco nei fax inviati alle redazioni dei giornali o nelle mail a quel Ligachannel.com che nelle intenzioni avrebbe dovuto raccogliere ben altre manifestazioni? Probabilmente no.
Il Codacons, l?associazione dei consumatori, ha invitato gli organizzatori a un risarcimento del biglietto. Ma la storia ci insegna a dubitare di questa via d?uscita. Speriamo almeno che ?questa? storia possa insegnare che anche la grandeur va progettata nei più infimi dettagli (e tale non può essere considerato l?audio di un concerto). Resta da chiedersi se – come era prevedibile alla vigilia dello show – il concerto verrà riversato in Dvd. In tal caso quali accorgimenti a posteriori serviranno per cancellare lo scivolone live?
Insomma, l?annoso problema della musica italiana resta irrisolto: costa cara, e spesso non vale il prezzo pagato. Purtroppo.

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