7 Agosto 2007

“Il nostro pane non è aumentato“

“Il nostro pane non è aumentato“
La risposta di Rubiero (panificatori) all`allarme lanciato dalla Coldiretti sull`aumento delle farine

“Finora non c`è stato nessun aumento“. Restano all`orizzonte – per ora – i rincari per pane e pasta, con l`Associazione panificatori di Rovigo che risponde alle associazioni dei consumatori e alla Coldiretti sulle ragioni che, in settembre, porteranno a ritoccare i listini per i derivati alimentari del frumento. “L`aumento dei prezzi delle farine c`è già stato – spiega Franco Rubiero, membro del direttivo dell`Associazione panificatori locali -, ma non ancora nei prezzi del pane, almeno negli esercizi commerciali che fanno vendita diretta“. Invece “nella grande distribuzione – aggiunge Rubiero – il discorso è diverso, per la maggiore varietà di articoli offerti“: non solo pane fresco ma anche “il pane precotto e poi surgelato“, e così “sembra che negli ipermercati i primi aumenti ci siano già stati“. Da settembre arriveranno per tutti i rincari nei listini di pane e pasta: ma finora “gli artigiani del pane si sono impegnati a fermare il prezzo – continua Rubiero, a nome dell`associazione dei panificatori aderenti all`Ascom – nonostante ci sia già nei prezzi di mercato delle materie prime un aumento medio delle farine intorno al 20\%“. E per alcune qualità i rincari sono maggiori, per esempio le farine di grano duro (quelle impiegate nella pastificazione), mentre sono stati minori per la farina doppio zero (ricavata dal grano tenero per la produzione del pane). “Visti i rincari i panificatori si sono impegnati – spiega Rubiero – a bloccare i prezzi d`accordo coi molini, prenotando gli ordinativi“: insomma, garantendo l`acquisto dei quantitativi e assicurando ordini maggiori, i panificatori hanno bloccato il prezzo del prodotto finale, finora. “Siamo stati costretti a prenotare i prossimi acquisti di materia prima, altrimenti ci saremmo trovati di fronte alla tendenza dei prezzi in aumento: è il primo anno in assoluto che ci capita di prendere questa decisione, non era mai successo“. Perché? Franco Rubiero è d`accordo con le associazioni dei consumatori Codacons e Adoc quando spiegano i rincari delle farine con l`aumento di produzione di etanolo nel mercato mondiale. Il costo di pane e pasta, in pratica, è destinato a salire perché il grano viene coltivato meno per far spazio al granturco, materia prima del biocarburante. Alla fine dei conti, dunque, gli aumenti arriveranno “ma non saranno del 20\%“, dice Rubiero: nonostante ai costi in aumento delle farine, conclude, debbano aggiungersi per i panificatori i maggiori prezzi (nell`ultimo biennio) delle tariffe energetiche e anche il “caro-olio“. Fattori di costo che “non hanno inciso nella produzione artigianale di pane, rimasta negli ultimi 4 anni sugli stessi livelli di prezzi“.

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