26 Gennaio 2014

«Il nostro obiettivo? Mettere in piedi una causa collettiva»

«Il nostro obiettivo? Mettere in piedi una causa collettiva»

«IL NOSTRO obiettivo? ottenere il risarcimento dei danni con una causa collettiva». Lisa Secchia, scappata da Bomporto domenica dopo l’ allarme piena del fiume, ha creato già il lunedì sera il gruppo Facebook ?Alluvionati e incazzati’, che oggi vanta oltre 17mila contatti. «L’ alluvione? Era prevista, quindi evitabile. Noi, che abitiamo in zona, sapevamo che prima o poi sarebbe successo», racconta. Un gruppo nato per dare sfogo alla frustrazione di «sentirsi delle pedine in mano al caso o agli eventi naturali», e che è riuscito, contatti su contatti, a portare Striscia la Notizia a Bastiglia. Poi a catalizzare l’ attenzione del Codacons, che già pensa alla class action: «Ben vengano i comitati – ha detto il vicepresidente regionale Fabio Galli -, uniti abbiamo un potere di penetrazione maggiore». Il piano? «Mettere insieme un’ azione collettiva per ottenere un maxi risarcimento in un unico atto, così la spesa per ogni cittadino sarà minima. Lo faremo di sicuro – va avanti Galli -, dobbiamo solo capire chi sarà la controparte, individuare i colpevoli. Compito, questo, che spetta alla magistratura». C’ è già un’ iniziativa in programma: «Prenderemo in affitto una sala del Palazzo Europa per una sorta di assemblea pubblica, in cui cittadini e comitati sono invitati a portare il loro contributo», aggiunge Galli. Comitati che stanno spuntando come funghi, ed è a loro che Lisa lancia un appello: «Contattatemi, incontriamoci per non disperderci ma anzi restare uniti, sempre più numerosi e quindi forti». Intanto anche Federconsumatori si è attivata per «chiedere a tutti i gestori di energia elettrica e gas delle zone colpite la sospensione per almeno 6 mesi dei pagamenti delle fatture; all’ Associazione Bancaria Italiana la sospensione o il posticipo dei pagamenti delle rate di mutuo; all’ Associazione Nazionale delle Imprese Assicuratrici un canale agevolato di analisi dei danni, per una rapida erogazione dell’ indennizzo. I cittadini devono documentare i danni subiti e le spese che si stanno sostenendo per ripulire: questa documentazione dovrà poi essere allegata alla richiesta di risarcimento danni», concludono. Chiara Mastria.

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