19 Agosto 2009

Il nostro incubo a Sharm el Sheik

Lo sfogo di una famiglia diretta in Sicilia: «Conto esorbitante, cibo razionato, niente ombrellone né sdraio in spiaggia, animazione sospesa, problemi con il volo di ritorno». Si è trasformata in un incubo quella che doveva essere la vacanza da sogno in Egitto di una famiglia comasca, una coppia con due figlie di 11 e 12 anni.  Appena rientrati sul Lario i viaggiatori, delusi e arrabbiati, si sono rivolti al Codacons per denunciare l’accaduto. «Il tour operator tramite il quale avevamo prenotato non dava più sufficienti garanzie – è la denuncia – e di fatto ci siamo visti tagliare i servizi nel villaggio in cui eravamo in vacanza, a Sharm el Sheik. In spiaggia non abbiamo avuto più accesso a nulla, il cibo era limitato e lo staff chiuso nelle camere. Abbiamo vissuto giorni da incubo e abbiamo avuto difficoltà anche per il viaggio di rientro». E a Telefono Blu Consumatori è giunta la segnalazione di una famiglia della cintura urbana che, in partenza per la Sicilia, all’ultimo minuto si è vista recapitare un conto nettamente più salato del previsto. «Il prezzo preventivato, come da catalogo, prevedeva uno sconto significativo per i bambini sul viaggio in aereo e sul trasferimento in albergo – denuncia il comasco – In realtà, alla fine lo sconto non è stato applicato. Ho protestato con il tour operator ma mi è stato risposto: prendere o lasciare». Così come è stato costretto a prendere o lasciare un altro comasco che, 24 ore prima della partenza per un’isola greca, ha ricevuto una telefonata dall’agenzia viaggi che lo informava di un cambio di destinazione. «Mancata conferma di disponibilità presso l’hotel prescelto – era il messaggio – Siamo costretti a "dirottare" i clienti presso la seguente struttura», con successiva indicazione del nome e del sito Internet di un albergo in una zona diversa da quella prescelta. Ma c’è anche chi ha registrato disagi viaggiando in Italia. «Ho preso un treno Frecciarossa diretto a Milano – racconta una giovane comasca a Telefono Blu – in partenza da Firenze alle 12.19. Nella mia, come in altre carrozze, mancava l’aria condizionata sin dalla partenza, ma sicuramente il problema esisteva già da molto prima. Nonostante le lamentele di molti passeggeri, il disagio ha continuato a persistere fino all’arrivo, due ore di viaggio senza poter respirare per il mancato ricambio d’aria, vista l’impossibilità di abbassare i finestrini (che sono sigillati, ndr) o cambiare posto a sedere. Conseguenze? Almeno per quanto riguarda me, un forte mancamento non appena sono scesa dal treno, e problemi di respirazione per il resto della giornata».

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