«Il nostro amaro rientro assillati dal caro euro»
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fonte:
- La Stampa
«Il nostro amaro rientro assillati dal caro euro»
La colpa è di chi approfitta dell´introduzione della nuova valuta»
Più che dal caro-vita, la famiglia Rolando è assillata dal caro-euro. Di ritorno dalle vacanze al mare, ha trascorso la mattinata di ieri alla shopville Le Gru. Due ore di semi-stress per la gincana in mezzo ai carrelli della spesa, i dubbi sulla reale convenienza delle offerte promozionali, la rabbia per l´aumento dei prezzi. Classica sorpresa amara di fine agosto? Effetto del 2,2% di incremento annuo dell´inflazione? Patrizia e Domenico Rolando – 32 e 33 anni, residenti nel Canavese in una casa di proprietà, entrambi impiegati, un figlio di 18 mesi e un altro in arrivo, – sono convinti di no: «Il confronto con lo stesso periodo dell´anno scorso non regge, questa volta è tutto troppo più caro. Non può essere solo colpa dell´inflazione, più facile che si tratti dell´effetto euro». Perché? «È abbastanza evidente che dietro a certe impennate, ci siano speculazioni da parte dei commercianti. Ovvio che non sono tutti uguali, però molti, soprattutto alcuni dei piccoli negozi, ne approfittano un po´. Nei supermercati, tutto sommato, le cose vanno un po´ meglio…». È anche per questo che la famiglia Rolando si sobbarca più di 50 minuti di automobile, da Oglianico, vicino Rivarolo, fino qui a Grugliasco. «È chiaro che non lo possiamo fare molto frequentemente, ma per le scorte è una tappa obbligata fondamentale. Qui o in qualche altro grande centro commerciale un po´ più vicino casa». Le sorprese spiacevoli però non mancano nemmeno in posti grandi come questo: frutta e verdura, pannolini per il bebè, caffè e capi d´abbigliamento, i prodotti che hanno subìto maggiori aumenti. «All´inizio, quando è entrato in vigore l´euro, non ci facevamo molto caso – dice Domenico -, perché paghiamo sempre con il bancomat. Poi però abbiamo iniziato ad essere più attenti e ci siamo resi conto che dei cambiamenti ci sono stati, eccome. Lo abbiamo constatato anche oggi». Qualche esempio? «Ma, tanto per dire, l´uva che costa quasi il doppio delle 1500 lire al chilo di un anno fa. O una coppetta di gelato in uno dei bar del centro: 2 euro contro le 2500 lire dello scorso agosto. Veda un po´… E meno male che secondo i dati Istat il costo della vita a Torino ad agosto non è aumentato e, rispetto ad un anno fa un fa è cresciuto solo del 2 per cento. Delle due l´una: o questi numeri non sono esatti, oppure, insisto, siamo vittime del caro-euro». E in effetti, qualche anomalia è stata evidenziata anche dalle associazioni di consumatori: ogni settimana ricevono centinaia di segnalazioni su una maggiore lievitazione dei prezzi rispetto al rapporto dell´ufficio Statistica del Comune di Torino, elaborato su 20 mila quotazioni mensili, raccolte in 1.500 punti vendita. Proprio qualche giorno fa, l´Adiconsum di Torino ha denunciato un prezzo spropositato, 4 euro al chilo, per le zucchine, ai Mercati generali di Torino, durante l´apertura al pubblico. E alla Codacons Piemonte, dove i telefoni continuano a trillare anche in pieno agosto, puntano il dito contro altri aumenti. Come quello della benzina: ci sono moltissimi consumatori che protestano per improvvisi ritocchi di tariffe che non ritengono giustificati. «Purtroppo è la pura verità – ribadisce Domenico Rolando -, non solo per la benzina, anche per l´autostrada fino a San Bartolomeo, in Liguria. Ma ci sono anche altri servizi essenziali, a cui non si può rinunciare, che sono aumentati a dismisura». A che cosa allude? «All´asilo nido per mio figlio Filippo, ci costerà 500 euro al mese. Va bene che lavoriamo in due, ma mi pare davvero un po´ eccessivo. Si dovrebbe prendere qualche provvedimento a livello politico o amministrativo. Da tutte le parti, televisione e giornali in primis, si sente dire che con l´euro non è cambiato nulla e via dicendo. Ma non è così, facciano delle verifiche più capillari e capiranno che non siamo di fronte alle paranoie dei consumatori, ma ad una verità innegabile». Nella direzione di un controllo si muove la Prefettura di Torino, dove a settembre potrebbe tornare operativo l´Osservatorio sui prezzi, un occhio che vigilò già nove anni fa, ai tempi dell´ultima crisi petrolifera.
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