Il Nordest traina il Pil Aumento del 2,1% per l’ effetto Germania
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fonte:
- Il Piccolo
TRIESTE Il Nord-Est traina la ripresa in Italia. Nel 2010, anno in cui il Pil italiano è tornato a crescere con un aumento dell’ 1,3%, è stata proprio l’ area nordorientale del Paese, con un balzo del 2,1%, a dare i segnali di crescita più evidenti. Lo evidenzia l’ Istat nella "Stima anticipata di alcuni aggregati economici nelle ripartizioni geografiche". Superiore alla media nazionale anche l’ andamento del Nord Ovest (+1,7%) e in linea con essa quella del Centro (+1,2%). Il Sud, invece, mostra una certa difficoltà di recupero, con una crescita di appena lo 0,2%. Il Nord Est ha saputo intercettare meglio di altri la ripresa tedesca, segnando numeri di crescita paragonabili a quelli della stessa Germania. All’ incremento del Pil in quest’ area ha contribuito principalmente il settore industriale, con un aumento del 3,9% (+2,8% la variazione media nazionale). Significativo, secondo l’ Istat, è stato anche l’ apporto dei servizi (+1,6%, contro il +1,0% della media nazionale) e del settore agricolo (+1,5%, a fronte del +1,0% della media nazionale). Anche nel Nord-Ovest è stata l’ industria ad aver segnato la ripresa più marcata (+3,7%), segue il settore terziario (+1,2%) e, quindi, l’ agricoltura, con un incremento dello 0,9%. Al Centro l’ intensità della ripresa nel 2010 è risultata più moderata (+1,2%) ma va tenuto conto che in quest’ area la crisi del 2009 è stata meno marcata. Solo il comparto dei servizi ha presentato una crescita (+1,2%) superiore a quella media, mentre il settore industriale ha segnato un aumento del 2,3% e l’ agricoltura ha fatto registrare un arretramento (-0,5%). Il Sud, infine, è l’ area italiana che mostra la maggiore difficoltà di recupero. Il Pil è aumentato, infatti, di appena lo 0,2%, a fronte di un incremento complessivo dell’ 1,7% del Centro-Nord. Il settore che ha segnato maggiormente il passo è quello industriale: in presenza di una incisiva ripresa a livello nazionale, l’ industria del Mezzogiorno ha fatto registrare una flessione del valore aggiunto dello 0,3%. Solamente l’ agricoltura ha sperimentato un aumento del valore aggiunto (+1,4%) superiore alla media nazionale, mentre nel settore terziario la crescita è stata estremamente contenuta (+0,3%). Un dato, questo relativo al Sud del Paese, che secondo il Codacons «assume contorni drammatici ed è la dimostrazione del fallimento della politica del Governo fatta di annunci e non certo di stanziamenti. Che fine ha fatto il famoso Piano per il Sud? Evidentemente la stessa fine che ha fatto il Piano casa». Il Codacons, in una nota, invita il Governo «a fare meno conferenze stampa e ad annunciare solo quanto è effettivamente in grado di finanziare, altrimenti si disperdono i pochi soldi disponibili in inutili provvedimenti spot inefficaci. Inoltre, – sarebbe ora di prendere le misure a costo zero che servono a liberalizzare il mercato e a risolvere il problema principale del nostro Paese: avere le banche, le assicurazioni, la luce, il gas, la benzina, i telefoni più cari d’ Europa». Intanto il tavolo della riforma fiscale, guidato dal presidente dell’ Istat Enrico Giovannini, ha rilevato la necessità di un monitoraggio costante dell’ evasione fiscale per conoscere meglio il fenomeno e decidere le strategie di contrasto, un aggiornamento degli strumenti, come il redditometro, per adeguarli a una realtà sempre in movimento evitando anche che diventino vessatori per i cittadini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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