8 Maggio 2015

Il nord della Puglia chiede i danni: la xylella avanza, colpa del Salento

Il nord della Puglia chiede i danni: la xylella avanza, colpa del Salento

«Una uscita infelice»: il presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, preferirebbe non commentare l’ intervista rilasciata alla Gazzetta del Mezzogiorno di ieri dall’ imprenditore olivi colo di Andria Onofrio Spagnoletti Zeuli, secondo il quale i produttori del nord della Puglia dovrebbero costituirsi parte civile e chiedere i danni ai produttori salentini che «non hanno effettuato le più elementari pratiche colturali, provocando la batterio si», della xylella. «L’ uscita di Spagnoletti Zeuli è poco rispettosa nei confronti di tanti agricoltori salentini che hanno puntato sulla qualità con un grande lavoro per il miglioramento delle produzioni. Le responsabilità vanno cercate insieme e certo sono da ricercare in altra direzione, tra quanto avrebbero dovuto effettuare i controlli», sottolinea Can tele. Anche Giovanni Melcarne, agronomo e produttore olivicolo con azienda nel Capo di Leuca, uno degli animatori del Comitato Voce dell’ Ulivo, esprime sorpresa per le dichiarazioni «poco felici» di Spagnoletti Zeuli. «Si deve «ammettere che non ha contezza del problema e pensa che la xylella sia una colpa del Salento. Invece gli imprenditori salentini sono gli unici che sinora hanno ricevuto danni dal batterio e hanno effettuato a proprie spese operazioni colturali di sfalcio». «Spagnoletti Zeuli vuole alimentare una guerra tra poveri. La risposta dovrebbe essere invece un piano comune, iniziative comuni dei produttori della Puglia e non solo per cercare di capire come fermare o contenere un problema complesso che sfugge ancora oggi a alla possibilità di interventi scientificamente certificati», aggiunge Melcarne. • E’ partita l’ azione risarcitoria collettiva del Codacons per il caso Xylella. Sul sito dell’ associazione www.codacons.it informa una nota – e’ stato infatti pubblicato il modulo di costituzione di parte offesa attraverso il quale tutti i soggetti coinvolti dalla devastazione legata al batterio possono avviare l’ iter per ottenere il risarcimento dei danni subiti. «Invitiamo tutti gli abitanti del Salento, i produttori e i coltivatori della zona a scaricare dal nostro sito il modulo di costituzione, in modo da inserirsi nel procedimento aperto dalla Procura di Lecce spiega il presidente Carlo Rienzi -. Sarà così possibile far valere i propri diritti ed ottenere il risarcimento dei danni morali e materiali subiti nei confronti dei soggetti che saranno ritenuti responsabili della diffusione di Xylella e della mancata prevenzione». «Ma se non riusciamo a capirci tra noi produttori, come pensiamo di farci ascoltare fuori dalla Puglia. Il fatto più grave è che l’ area del contagio si sta allargando nel sud del Salento. A proposito dei risultati annunciati dal commissario Giuseppe Sillet ti il quale ricorda che «il batterio della Xylella è stato efficacemente combattuto nella misura straordinaria dell’ 80 per cento dei casi», Melcarne sottolinea che tali risultati «riguardano non il batterio ma la sputacchina», cioè l’ insetto vettore. «In ogni caso i risultati sono stati raggiunti nei campi dove sono stati attuate le buone pratiche agricole ma c’ è ancora tanto da fare», conclude. «Probabilmente Spagnolezzi Zeuli si accorgerà della gravità de problema quando, Dio non voglia, tutta la Pu glia si troverà a combattere con la xylella», chiosa Cantele. C’ è il rischio che la polemica divampi, a fini elettorali, partendo dalle accuse rivolte dall’ imprenditore di Andria. Ruggiero Mennea, consigliere Pd di Barletta, sottolinea che «chi ha voluto speculare sull’ agricoltura è giusto che paghi. Concordo con l’ analisi fatta dal conte Onofrio Spagnoletti Zeuli. Non si può mettere in ginocchio un settore trainante e di eccellenza della nostra regione solo perché alcuni imprenditori hanno prediletto l’ incuria alle prassi di buona manutenzione degli straordinari ulivi pugliesi». Per Mennea «non si tratta di sparare nel mucchio o di attaccare chicchessia ma è giusto che l’ olivicoltura pugliese, apprezzata in tutto il mondo, non paghi un prezzo così alto tale da indebolire l’ oro giallo sul mercato mondiale». Fabiano Amati, anche lui consigliere regionale uscente del Pd e ricandidato in provincia di Brindisi chiede di «non alimentare una battaglia del nord Puglia contro il sud Puglia». «Abbiamo la «ylella in casa e il nostro dovere è quello di provare ad evitare che si allarghi l’ infestazione anche ai territori delle province di Brindisi, Taranto e Bari, senza abbandonare al proprio destino gli agricoltori salentini. È possibile che le scarse pratiche agricole nel territorio salentino abbiano favorito l’ ospitalità dell’ ulivo alla xylella. Ma ammesso che si dimostrasse scientificamente tale corso causale, non per questo il problema Xylella troverebbe una soluzione, e meno che mai in un’ aula di udienza penale nei ruoli della parte civile». «La questione è molto più chiara e non ha bisogno di interventi ad effetto, fatti per guadagnare i titoli in cronaca: l’ Unione europea purtroppo non vietò nel 2000 l’ importazione di piante ornamentali dal Costarica, e così sono arrivate in Puglia infestando gli ulivi del batterio. Ad oggi è solo una parte del territorio a risultare colpita e noi dobbiamo fare di tutto per evitare che l’ infestazione si estenda, perché il mal comune non porta gaudio», conclude Amati.

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