4 Giugno 2009

Il nome del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è stato iscritto nel registro degli indagati

 ROMA – Il nome del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta sui voli di Stato e, in particolare, sull’impiego di velivoli dell’Aeronautica militare per trasferite in Sardegna alcuni ospiti del premier – tra loro il cantautore Mariano Apicella – invitati a una festa, il 24 maggio 2008, a Villa Certosa. L’iscrizione, sottolineano fonti giudiziarie, è stata fatta quale atto dovuto e ad essa, rilevano le stesse fonti, potrebbe seguire una rapida archiviazione: l’inchiesta, in definitiva, potrebbe avere lo stesso percorso di quella, per fatti analoghi, che ha riguardato in passato gli ex ministri Francesco Rutelli e Clemente Mastella. «Sono nella tranquillità più assoluta perchè abbiamo seguito le regole», aveva detto Berlusconi, parlando in tv a Porta a Porta, poco prima che fosse diffusa la notizia dell’iscrizione del premier nel registro degli indagati. Si tratta di «cose molto meschine» – aveva aggiunto il presidente del Consiglio – perchè un premier è costretto per ragioni di sicurezza ad usare voli di Stato. «E se qualche volta – aveva detto ancora – su questi aerei c’è qualche passeggero in più non costa una lira perchè l’aereo è già impiegato in quel tragitto: è questione di praticità e pragmatismo». L’indagine sarà trasmessa nei prossimi giorni al tribunale dei Ministri. Il codice di procedura penale stabilisce, infatti, che se un’inchiesta coinvolge un esponente del governo, la Procura ha l’obbligo di trasmettere il relativo fascicolo entro 15 giorni.  L’inchiesta sui voli di Stato è nata dall’esposto del Codacons contenente il ricorso dello stesso comitato al Consiglio di Stato contro il provvedimento con il quale il Tar ha negato la sospensione della direttiva del governo Berlusconi sull’ampliamento dell’utilizzo dei voli di Stato anche a persone che accompagnino cariche istituzionali. Intanto il premier, ospite ieri sera di Bruno Vespa, ha detto che non molla: «Non mi è mai passato nemmeno per l’anticamera del cervello poichè devo portare avanti il governo del paese». Quanto alle foto «rubate» nella sua Villa in Sardegna, Berlusconi ha aggiunto: «Sono scatti assolutamente pubblicabili». «Ci si approfitta del fatto che non ci sono troppe persone a guardia, io non ho un esercito ma credo che sia giusto difendere la propria privacy». Il premier è tornato anche sul caso Noemi per dire: «Tornerei a quella festa, visto che avevo fatto una promessa e io le promesse le mantengo. Il resto sono cose inventate, nulla di cui pentirsi, nulla di piccante». Dall’immigrazione alla ricostruzione dell’Abruzzo, passando per il piano casa ed il rilancio del turismo nel Belpaese, Berlusconi snocciola l’elenco delle cose fatte, convinto di raccogliere i frutti nel voto del prossimo weekend. Ed assicura di non temere «il sorpasso della Lega», creando un piccolo caso quando prima si sbilancia nel promettere la presidenza del Veneto alla Lega, poi fa marcia indietro. «Abbiamo in mente di attribuire alla Lega delle cariche importanti, come la presidenza della Regione Veneto. Ne abbiamo parlato alcune volte, ne parleremo ancora e questo rientrerà in un piano di accordi complessivi che sono sicuro saranno presi con la soddisfazione di entrambi». Alla Lega, alleato assolutamente leale, Berlusconi non esclude neppure di poter affidare il governo della Lombardia. Ma poi frena precisando che «il partito che otterrà il miglior risultato in Veneto indicherà il futuro presidente della Regione». Per gli avversari politici del Pd il premier prevede un futuro gramo. «Conteranno zero in Europa, sono destinati a restare da soli perchè sono stati incapaci, per le loro divisioni interne, di andare di qua o di là ed il voto a loro è sprecato».

 

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