IL NODO DEI RINCARI
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fonte:
- Il Mattino
Ci siamo. Domani il popolo dei consumatori potrà dire la sua. E protestare contro la spirale di rincari che sembra non risparmiare proprio niente. Dalla scuola agli alimentari. Dai trasporti ai servizi bancari. Da Nord a Sud come una sorta di catena virtuale la gente comune, le associazioni che stanno dalla parte dei cittadini, alcune confederazioni agricole e le tre sigle dei sindacati, saranno compatti nel dire no ai cartellini roventi. Una vera carica di prezzi e tariffe impazziti che – secondo le stime dell?Intesa – in meno di due anni ha provocato alle famiglie italiane un aggravio di spesa di 2.800 euro.
Così, Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori si sono date appuntamento a Roma. Domani saranno a Montecitorio alle 10,30, davanti alla Camera dei deputati. A Torino invece, ci sarà un presidio alla prefettura al quale parteciperanno anche Cgil, Cisl, Uil e Coldiretti.
A Milano, alle 10, sfilerà un picchetto di consumatori a piazza Duomo, mentre alle 12 le associazioni dell?Intesa saranno ricevute dal prefetto. A Firenze e a Salerno saranno invece allestiti gazebo informativi.
E ancora, presidi a Palermo, Perugia, Napoli, Bari, Cesena e volantinaggio in tutte le città italiane davanti ai centri commerciali.
Oggi l?Intesa ribadirà le motivazioni della protesta contro il caroprezzi con una conferenza stampa a Roma. Non solo. La Coldiretti organizza in alcune città una serie di punti verdi dove saranno allestiti banchetti con frutta e verdura su cui verrà indicato il prezzo agli agricoltori, in modo da consentire ai consumatori di confrontarlo con quelli al mercato.
E a Roma fino al 21 settembre, nell?ambito della manifestazione «Campagna amica» organizzata dai giovani della confederazione a villa Celimontana, ci sarà un vero e proprio mercato dove poter acquistare frutta e verdura di stagione proveniente da tutte le regioni italiane correttamente etichettata, direttamente dagli agricoltori e ai prezzi della produzione.
Insomma, la grande mobiltazione, la terza in Italia sta per partire. E per chi avesse voglia di raccogliere l?invito lanciato dai consumatori ecco i suggerimenti del decalogo messo a punto dall?Intesa.
«Primo, evitate gli acquisti di capi di abbigliamento. E poi, non fate operazioni bancarie. Dimenticate per un giorno caffè, cappuccino e brioches al bar. Preparate la colazione a casa. Non ordinate niente al bar: portatevi un termos con le bevande e magari una bottiglia d?acqua, ma anche il pranzo e la merenda. Utilizzate il telefono cellulare o quello fisso solo per le chiamate urgenti e indispensabili. Non prendete il taxi, scegliete i mezzi pubblici. Non acquistate gelati, birra o altre bevande ma bevete acqua di rubinetto. Non spedite sms dal cellulare; non acquistate sigarette; state alla larga dal parrucchiere e evitate cinema e teatri snobbando ristoranti, pub e discoteche».
Sì: sembrerebbe proprio una sfilza di esercizi monastici per ritemprare corpo e anima. In realtà sono le istruzioni per l?uso di una protesta. Quella che ormai già dall?ingresso dell?euro sta diventando sempre più sostenuta. E che vede le famiglie italiane alle prese con il difficile compito di fare la spesa quotidiana.
Un nodo nel quale da mesi si assiste anche al continuo tiro incrociato tra Istat e consumatori. Pomo della discordia, le cifre e i metodi con i quali l?istituto misura la febbre del caro-vita.
Le ultime polemiche risalgono a qualche giorno fa quando il numero uno dell?Istat, Luigi Biggeri ha promesso: faremo chiarezza sulle metodologie di rilevamento dei prezzi anche se non potremo soddisfare tutte le richieste in campo. Un?affermazione che però non sembra aver smosso le associazioni dei consumatori che rimangono scettiche.
Anzi. L?Intesa dei consumatori ha lanciato un nuovo sondaggio: «Ti fidi dell?Istat»? Le prime proiezioni parlano chiaro: nell?85% dei casi la risposta è negativa.
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