2 Marzo 2003

IL NODO CAROVITA

IL NODO CAROVITA


Defiscalizzare i prezzi dei carburanti. È questa la risposta dei consumatori alla raffica di aumenti partita a gennaio del 2002. Da allora ad oggi il potere d?acquisto delle famiglie è stato via via eroso. Tanto, secondo i calcoli dei difensori dell?utenza. Gli incrementi tariffari avrebbero pesato in questi 14 mesi per ben 2.000 euro. A lanciare l?allarme è l?Intesa (raggruppa Federconsumatori, Adusbef, Codacons e Adoc) che chiede al governo un bonus sulle benzine di 0,075 euro al litro.
Nel 2002 il caro-prezzi avrebbe pesato per 1.505 euro sulle tasche degli italiani. Ma il 2003 potrebbe rivelarsi addirittura peggiore dell?anno scorso. In appena due mesi, gennaio e febbraio, appunto, c?è già stata una lievitazione di prezzi e tariffe pari a quasi un terzo del totale degli aumenti del 2002. Vi sarebbero stati infatti – secondo l?Intesa – incrementi per 494 euro.
L?effetto caro-petrolio si sta avvertendo soprattutto nel settore dei trasporti. Quest?ultimo e le autostrade sono in testa alla classifica degli aumenti del 2003. Che hanno inciso per 178 euro. Continua poi la corsa degli alimentari. I prezzi sono saliti in soli due mesi di 85 euro. E le bollette della luce e del gas che ad aprile dovrebbero salire rispettivamente del 4% e di quasi il 2%? Per ora occupano il sesto posto ? precedute da rc auto, tariffe postali, bancarie, idriche e tasse sui rifiuti – nella classifica dei consumatori. Hanno subito infatti un incremento di 26 euro. Ma l?Intesa sta facendo ferro e fuoco perché l?aliquota fiscale sul gas sia del 10%. In pratica, sia uniforme per tutte le famiglie (oggi paga di più, il 20%, chi usufruisce, oltre al gas da cucina, del riscaldamento). «Abbiamo già raccolto circa 40 mila firme – spiega il presidente di Federconsumatori Rosario Trefiletti – per una proposta di legge di iniziativa popolare. Siamo quindi vicini al traguardo delle 50 mila firme necessarie. Ma sarebbe meglio che il governo intervenisse subito».
Per quanto riguarda la richiesta del taglio fiscale sui carburanti, ecco il ragionamento dei consumatori. Più aumenta il prezzo della benzina – spiegano le quattro associazioni – più lo Stato incamera consistenti introiti fiscali. In effetti, l?idea di un bonus per la benzina comincia a farsi strada all?interno del governo. Dopo il ministro Antonio Marzano, è ora il responsabile per il Commercio estero, il viceministro Adolfo Urso, a rilanciarla. «Credo che sia opportuno prendere in considerazione l?eventualità di abbassare le tasse sulla benzina e sugli altri prodotti petroliferi. Il governo è preoccupato per l?eccessivo rialzo registrato dal petrolio, sia per l?incidenza diretta sui consumatori sia per i maggiori costi che vengono sopportati dalle imprese». Per Urso, però, si dovrebbe trattare di un intervento temporaneo, in considerazione del fatto che il rialzo del petrolio rappresenta una fiammata contingente. E il presidente della Commissione Finanze della Camera, Giorgio La Malfa, spiega il motivo per cui sarebbe possibile sterilizzare l?aumento dell?Iva: «Lo Stato guadagna di più quando aumenta il prezzo del petrolio e potrebbe rinunciare a una parte di questo guadagno sterilizzando l?aumento delle imposte susseguente all?aumento del prezzo del petrolio».

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