3 Giugno 2005

Il «no» di medici e farmacisti



ROMA ? Farmacisti « amareggiati » . Medici « preoccupati » . Aziende Otc in bilico. Esercenti e consumatori raccolti attorno al focolare del supermarket. Nel coro di commenti suscitato ieri dalla sortita dell`Antitrust sul Dl che sconta i listini di fascia « C » è toccata a Girgio Siri la replica più sofferta: « È evidente che parliamo lingue diverse: l`Antitrust pensa al mercato, i farmacisti pensano al farmaco e alla salute dei cittadini » , ha affermato il presidente Federfarma. Scegliendo poi lo scudo della specificità della “ merce“ in discussione come ultima difesa: « Il ministro e l`Aifa ( Agenzia italiana dei farmaci) decidano: se i medicinali senza ricetta non sono farmaci a tutti gli effetti allora ha ragione l`Antiturst » , ha rimarcato ancora Federfarma, invitando Storace a riflettere ancora sulla possibilità di « controllare a monte il prezzo di questi prodotti » . Argomenti che trovano solidale Angelo Zanibelli, presidente dell`Aifa ( automedicazione): « La farmacia può garantire già oggi trasparenza e competitività tra prodotti, con in più un servizio professionale di alto valore aggiunto, indispensabile per un prodotto destinato alla cura e alla terapia » .
Preoccupazioni peregrine secondo Mario Falconi ( Fimmg, medici di famiglia): « Basterebbe prevedere la presenza di un farmacista per la vendita ? ha spiegato ? aprendo anche nuove possibilità sul fronte dell`occupazione » . A stressare di più i camici di famiglia sarebbe piuttosto l`ipotesi di dover prescrivere per princìpio attivo. « Si concentrerebbe nelle mani del farmacista un potere enorme nello spostare il mercato solo su alcuni prodotti? ha concluso Falconi? creando inoltre problemi a particolari categorie di pazienti, come gli anziani che subirebbero un danno dalla continua sostituzione dei farmaci cui sono affezionati » .
Ma ci hanno pensato i consumatori a spazzare ogni possibile tentennamento, declinando tutte le lodi del “ fuori canale“ a partire dal Codacons: « Ci piace questo Antitrust a favore dei consumatori » , ha proclamato il presidente Carlo Rienzi. Promettendo blitz a tappeto nelle farmacie « per vedere se i farmacisti rispettano l`obbligo di proporre il generico in alternativa alla specialità » e rimarcando che adesso « la priorità è rappresentata dagli spaventosi prezzi del latte in polvere per i bambini che costa 35 euro in Italia contro i 15 della Francia » .
Sulla stessa lunghezza d`onda Adiconsum ( Paolo Landi: « l`importante è approdare nei supermercati » ) e Aduc, il cui presidente, Vincenzo Donvito, definisce « un vero e proprio scandalo il monopolio detenuto dai farmacisti » .
Il tema come è ovvio si presta a ogni distinguo: « Perché non concedere la vendita anche nei piccoli esercizi? » , ha chiesto ad esempio Marco Venturi ( Confesercenti). Aspirazione che rischia di non trovare grande ascolto in Senato: « Il sistema oggi è equilibrato? ha avvertito il presidente della Igiene e Sanità, Antonio Tomassini ( Fi) ? per fare modifiche serve una riforma complessiva » .
Ma a spezzare le reni al trasloco dal bancone al carrello basterebbe, secondo gli addetti ai lavori, il seguente enigma: che si fa con quei farmaci che pur essendo venduti senza ricetta recano il bollino voluto dalla Salute per segnalare la presenza di sostanze ad effetto dopante?

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