25 Settembre 2013

Il “no” di Cgil e Rifondazione

Il “no” di Cgil e Rifondazione

 

D entro e fuori i palazzi della politica c’ è chi pensa che i tagli alle materne paritarie siano un’ ottima idea. La Cgil ha subito colto la palla al balzo. «Le scuole private hanno già le loro fonti di guadagno attraverso le rette – ha esultato su Facebook Patrizia Frisoli -, Piuttosto che chiudere i servizi pubblici il Comune fa benissimo a tagliare i contributi ai privati, che ricevono comunque sempre troppi fondi, nonostante i tagli». Anche i genitori di Chiedo asilo, associazione laica, sono convinti che «dovendo tagliare le spese sia giusto partire dalle private e non penalizzare la scuola pubblica». Polemico il Codacons che con il suo presidente Marco Maria Donzelli sostiene che la privata viene pagata anche dai genitori delle pubbliche, attraverso le tasse. «Questo è il problema. La gente non sa in che misura le scuole private sono aiutate dallo Stato e quanto ricade sul singolo che si iscrive». Ancora più duro il commento dell’ estrema sinistra. «Rifondazione comunista – ha sottolineato Nicoletta Bigatti, responsabile provinciale del settore scuola – appoggia e sostiene la decisione del Comune di ridurre i fondi destinati alle materne private. Il provvedimento si colloca nella stessa ottica della battaglia che Rifondazione comunista sta conducendo a livello regionale contro la legge voluta da Formigoni oltre 10 anni fa e grazie alla quale, in questo lasso di tempo, centinaia di milioni di euro dei contribuenti sono andati a finanziare famiglie spesso molto abbienti». Più cauta Paola Bocci, consigliera comunale del Pd che si occupa di scuola, secondo la quale bisognerebbe distinguere tra «istituti prestigiosi frequentati solo da famiglie benestanti che possono permettersi rette più salate e piccole realtà, magari di periferia, che svolgono un servizio alla città, coprendo le mancanze del pubblico e accogliendo famiglie povere. «Alcuni istituti forse possono fare a meno dei contributi, altri invece senza non riuscirebbero a sopravvivere, bisogna verificare la situazione, non hanno senso tagli lineari». (C.Ar.) © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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