25 Luglio 2008

Il no al Dal Molin mette d`accordo Vicenza e Padova

La città del Santo, storica avversaria del capoluogo berico, ricorre contro il progetto di Camp Usa 2, preoccupata dalle sorti dell`acquedotto “Statunitensi, non toccate la nostra acqua“.Ma stavolta il grido non parte dai “No Dal Molin“ di Vicenza. Si leva invece molto alto da sindaco e assessori della vicina Padova, città storicamente rivale di Vicenza, anche in sanguinose battaglie, ma oggi clamorosamente al suo fianco.La lista dei ricorrenti contro lo Stato italiano infatti si ingrossa. Il primo cittadino vicentino Achille Variati ha trovato nel collega padovano Flavio Zanonato un prezioso alleato contro il progetto della nuova base militare americana. La giunta di centrosinistra patavina ha votato mercoledì una delibera con la quale si costituisce in giudizio a fianco di Codacons in vista dell`udienza del Consiglio di Stato fissata per il 29 luglio e successivamente per quella del Tar, prevista per ottobre. “La scelta dell`amministrazione di Padova è dovuta alla grave preoccupazione per le sorti della falda acquifera in caso di installazione militare – ha spiegato ieri Variati -. Il Padovano infatti attinge alla risorgive di Novoledo, pochi chilometri a nord del Dal Molin, che sono le più importanti del Veneto“. “Lì il Comune di Padova – prosegue Variati – ha anche una proprietà e da lì arriva l`acqua che innaffia la provincia euganea e che prossimamente disseterà anche quella di Rovigo. Abbiamo la fortuna di avere nel nostro territorio acqua sufficiente per dare da bere a mezzo Veneto: è nostro dovere preservare questo bene anche per le generazioni future“.A Caldogno però, dove hanno ritirato l`iniziale “no“ al Dal Molin, non sembrano così preoccupati. Perché? “Si preoccupano i coraggiosi“ commenta Variati, senza aggiungere altro. Sulla giacca il primo cittadino ha appuntata una spilla che raffigura le bandiere italiane e americane unite. Verrebbe da chiedergli che significato abbia, ma Variati gioca d`anticipo e ne approfitta per lanciare l`ennesimo avvertimento agli americani: “Questa la tengo sempre – precisa con tono solenne – e la toglierò solo se non saremo rispettati dagli statunitensi prima della consultazione popolare che dovrebbe avvenire nella seconda domenica di ottobre. La data esatta mi appresto a decretarla nei prossimi giorni. La decisione di Padova giunge come ennesima prova del fatto che il nostro allarme è di tipo ambientale. Un altro schiaffo a chi ci accusa di campanilismo e antiamericanismo“. L`adesione di Padova al ricorso di Codacons si affianca a quelle recenti della società Aeroporti Vicentini e delle categorie economiche che vorrebbero salvare l`aeroporto.

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