12 Dicembre 2013

Il Natale sottocosto non riempie i carrelli

Il Natale sottocosto non riempie i carrelli

segue dalla prima pagina Un Natale per certi aspetti sottocosto con le catene maggiori che nella regione hanno lanciato l’ offensiva a suon di sconti. Per panettone e pandoro, ad esempio, i prezzi sono già stati tagliati del 40% per tutti, del 50% per i possessori della fidelity card. Con gli sconti sono fissate anche limitazioni di acquisto: in alcuni casi si possono comprare al massimo otto pezzi. «Rispetto allo scorso anno non ci sono ancora le super offerte con prodotti a un euro – spiega Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – ma abbiamo notato che i prezzi sono comunque scontati e per prodotti di marca oscillano da 3,99 a 6,50 euro. I prezzi sono più elevati ovviamente per i prodotti artigianali, ma in ogni caso non siamo ai livelli di Milano dove un panettone di pasticceria arriva a costare anche 35 euro. Comunque, non siamo certo alla corsa all’ acquisto: gli scaffali di super e ipermercati sono ancora pieni e gli assortimenti completi». Buone notizie per gli amanti del cioccolato, con i prezzi della classica tavoletta in discesa dell’ 8,7%: i torroni sono offerti a 3,99 euro (250 grammi), il barattolo di Baci a 3,59 (250 grammi), la confezione di Bacetti a 4,49 (290 grammi), il panforte a 3,99 (350 grammi), tozzetti alle mandorle 12,90 euro al chilo. Restando ai prodotti delle feste, stando a un’ indagine del Codacons, l’ albero di Natale vero perde terreno rispetto al sintetico e l’ effetto si riscontra sui prezzi: se l’ abete non subisce rincari rispetto allo scorso anno, il sintetico, grazie anche a modelli sempre più sofisticati, fa segnare un costo mediamente più alto del 6%. Costa un po’ più (+2,3%) addobbarlo ma di contro uno dei simboli delle festività, la stella di Natale, mantiene prezzi in linea con quello dello scorso anno. «Con la caduta dei consumi proseguita nel 2013 – aggiunge la Falcinelli – è impensabile per i commercianti aumentare i prezzi dei prodotti tipici delle feste». Secondo un’ elaborazione del Centro studi Sintesi su dati Istat e Prometeia, in Umbria dal 2007 si è assistito a una generale contrazione dei consumi dell’ 11%. E anche il 2013 dovrebbe chiudersi in rosso (-2,2%) mentre per il prossimo anno si prevede una timida ripresa (+0,1%). «Certo è passato il tempo dei carrelli della spesa strapieni – aggiunge la presidente del Codacons – e la tendenza generale è non tanto a rinunciare in toto a certi acquisti di prima necessità, quanto a ridurre le quantità acquistate. Questo si riscontra nel pane, come nell’ affettato o nei prodotti tipici natalizi. Le famiglie stanno più attente agli sprechi: comprano e buttano meno». I listini degli alimentari restano tuttavia variabili: «È possibile che i prezzi subiscano variazioni a ridosso delle feste». Intanto, rispetto a un anno fa si scopre un paniere della spesa dal listino stabile con qualche ritocco qua e là. Il record di aumento spetta all’ acqua minerale il cui prezzo medio (cartone da sei bottiglie da 1,5 litri) è salito del 15,2%: seguono vino da tavola (13,7%), filetti di platessa surgelati (7,8%), burro (7,4%), biscotti frollini (5%), olio extravergine d’ oliva (4,8). Più cari, ma con variazioni sotto il 4%, anche caffè, carne di bovino, latte, pane e prosciutto. Prezzi in discesa, invece, per uova (3%), parmigiano reggiano (0,7) e riso. Viaggia col segno meno rispetto a un anno fa l’ ortofrutta: fagiolini, pomodori tondi rossi, melanzane violette, uva da tavola e zucchine si segnalano per prezzi più bassi di oltre il 20%. Gli unici prodotti col segno ?più? sono patate (11,9%), cipolle (6,7%) e mele delicious rosse (+0,7%). Fabio Nucci.
nucci fabio

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