Il Natale 2015 in chiaroscuro
-
fonte:
- Giornale d`Italia
affermazione del made in italy anche per i prodotti alimentari, in soffitta i frutti esotici
Tra il cenone della Vigilia e il pranzo di Natale 2015, gli Italiani avrebbero speso 2,2 miliardi di euro: è quanto riferisce un’ indagine della Coldiretti. Oltre l’ 80% ha scelto di apparecchiare in casa con parenti o amici. Altro dato che emerge è la rivalutazione del Made in Italy: in soffitta i frutti esotici, bentornati agli agrumi, ai pasti della nostra tradizione come il bollito, il pollo arrosto, i cappelletti in brodo, le pizze rustiche, i dolci fatti in casa. Bentornata tradizione, insomma. La media delle ore trascorse in cucina è di 3,1 mentre si è recato al ristorante solo il 9% degli Italiani: il 3% ha scelto invece gli agriturismi. Un ritorno alle tradizioni tutte italiane, dunque, con i nostri prodotti nazionali che sono stati protagonisti indiscussi di questo Natale per il quale la spesa stimata dalla Coldiretti è di 850 milioni di euro spesi in pesce e carne compresi i salumi. In spumante, vino e altre bevande sono finiti invece 400 milioni di euro e 350 milioni sono stati spesi per panettoni, pandori, panetteria. Altri 300 milioni sono andati per gli ortaggi, le conserve e la frutta, fresca e secca. Infine 200 milioni in pasta e pane e 100 milioni di euro per formaggi e uova. E, a quanto riferisce il Codacons, dopo otto anni finalmente sembrano saliti i consumi: la crescita sarebbe pari al 3% rispetto al 2014. Incrementati anche i regali, soprattutto giocattoli, alimentari e tecnologici. Secondo il Codacons il giro d’ affari per questo Natale è pari a 10,1 miliardi di euro complessivamente, di cui 2,8 miliardi sono stati impiegati per i regali da mettere sotto l’ albero. La crescita in questo settore è pari al 5% rispetto allo scorso anno. Sul fronte del viaggi invece si è registrato un sensibile calo: sono infatti scese le prenotazioni di vacanze e soggiorni all’ estero. Probabilmente a causa del clima internazionale molto teso dopo gli attentati di Parigi: gli Italiani dunque hanno preferito restare al sicuro tra le mura domestiche e magari spendere qualche soldino in più in regali e cibo. La spesa procapite registrata da Codacons è pari a 168 euro: “Sono stati così smentiti – dicono dal Codacons – i soliti ‘corvi’ del Natale, ossia coloro che avevano parlato di spesa ferma o in diminuzione per le famiglie e di un Natale amaro che non solo non c’ è stato, ma addirittura si è rivelato più dolce delle aspettative”. “Corvi” o non corvi, però, il dato dei viaggi in diminuzione è sicuramente da tenere in considerazione perché va a compensare l’ aumento dei consumi interni. Il Presidente di Codacons Carlo Rienzi ha sottolineato: “Tuttavia la differenza di spesa rispetto al periodo pre -crisi è ancora molto elevata: nel 2007 ‘l’ effetto Natale’, ossia i maggiori consumi per spese natalizie effettuate nel mese di dicembre presso negozi, grande distribuzione e centri commerciali, è stato pari a 18 miliardi di euro. Nel 2015 invece la spesa degli italiani nell’ intero periodo natalizio è stata di 10,1 miliardi di euro: ciò significa che si sono ancora 7,9 miliardi di euro di minori consumi da recuperare”.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
