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3 Febbraio 2003

Il monopolio fa bene o no alle tasche dei cittadini?

Il monopolio fa bene o no alle tasche dei cittadini? Dipende. Fa benissimo nel caso dell`acqua: il suo prezzo medio al consumo, al netto delle tasse, a Roma è di 0,63 euro al metro cubo: un terzo della media (1,73 euro) di 11 città europee. Più in basso c`è solo Budapest, con 0,41 euro. «Perciò abbiamo gli acquedotti colabrodo», polemizza Andrea Lolli, presidente di Federgasacqua (imprese distributrici). Il monopolio, invece, fa malissimo nel caso di luce e gas, i mercati-dominio di Enel ed Eni: lì paghiamo le tariffe più alte d`Europa. «Perché siamo ancora in regime di monopolio», appunto, dice Carlo Rienzi, presidente del Codacons. Concorda Carlo Pileri, presidente dell`Adoc, che sul metano ha ricevuto l`anno scorso 41 mila lettere di protesta e ha appena chiesto un incontro con il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano.
E` di quattro anni fa il decreto Bersani sulla liberalizzazione dell`energia elettrica (per ora limitata alle grandi imprese), di tre anni fa il decreto Letta sull`apertura del mercato del metano. Ma in questo 2003 che si è annunciato con gli aumenti delle tariffe (luce »2,5%, gas »2,2%, autostrade »1,75%) le speranze di vedere cose nuove sotto il sole stanno sbiadendo. Lo dicono l?assenza di contendenti inediti e le tariffe al consumo domestico, che perdono il confronto con quelle europee.
Da quest`anno tutti i cittadini possono scegliere liberamente il fornitore del gas, selezionando l`offerta economica migliore. Ma pare che a nessun signor Rossi o amministratore di condominio sia finora capitato di trovare, tra la posta, il depliant di qualche nuovo distributore di metano, alternativo alle municipalizzate o all`Italgas. «Partito il mercato? Macché, siamo al palo – dice Alfonso Pellizzaro della società di consulenza Nus Consulting Group -. I tubi sono saturi, non si trova materia prima. Il gas resta monopolizzato dall`Eni, che ha in mano i contratti per il trasporto su gran parte dei metanodotti in territorio estero e in Italia controlla Snam Rete Gas».
«Non riusciamo ad avere abbastanza metano, c`è un collo di bottiglia sull`importazione», conferma Lolli di Federgasacqua, che è anche presidente della Vesta, la municipalizzata di Venezia che un mese fa ha stretto un accordo con Edison per distribuire ai 250 mila veneziani un gas alternativo a quello dell`Italgas. Ammette l`Autorità per l`energia e il gas: «Può darsi che si debba aspettare un anno prima che si vedano arrivare nelle case le offerte commerciali sul metano».
Il calo dei prezzi? Verrà. Ma basta dare un`occhiata ai dati dell`Autorità al gennaio 2002 (su base Eurostat, prima degli aumenti) per capire quanto sia necessario per essere in linea con il resto d`Europa. Luce: una famiglia media, due figli, un consumo di 3.500 chilowattora l`anno paga la bolletta annua 525 euro, cioè 14,96 centesimi di euro a chilowattora, il 44,1% in più della media europea (10,38 centesimi), il 62% in più della Francia (9,23). Gas: stessa famiglia, con scaldabagno, e caldaietta e un consumo di 2.176 metri cubi l`anno. Paga, al netto delle imposte, la bolletta annua terza d`Europa per costi: 827 euro, a 37,87 centesimi di euro per metro cubo. E` il 17,8% più della media europea, il 50% più dell`Inghilterra (25,24). E aggiungendo le tasse, la cifra cresce della metà.
L`Autorità stima infatti che nel nostro Paese le imposte pesino per il 47% sul prezzo finale del gas: 20% di Iva (10% per uso cucina e scaldabagno, 20% per riscaldamento, comunque 20% sul totale dei consumi), più 27% circa di tributi erariali e regionali. Per di più l`Iva è calcolata anche su quel 27% di altre imposte, la famosa tassa sulla tassa. Perciò l`Intesa dei consumatori ha avviato una raccolta di firme (si firma nei Comuni, Servizi elettorali) per un disegno di legge d`iniziativa popolare (Gazzetta Ufficiale del 24/9/2002), che porti l`Iva al 10%. Dalla sua ha la sentenza 242/2001 del giudice di pace di Massa Carrara, che sul diritto all`Iva al 10% ha dato ragione al signor Bruno M. e torto alla Camuzzi Gazometri.
L`Osservatorio tariffe della Federconsumatori ha calcolato che, tasse comprese, una famiglia con un consumo di 1.420 metri cubi all`anno paga il metano 0,6 euro al metro cubo: 852 euro l`anno. Se passasse la loro legge, dicono, si risparmierebbe un quarto. Piccola consolazione tributaria, perché gli operatori sono concordi: senza interventi strutturali, i prezzi di gas e luce non scenderanno mai. «Se non si potenziano i metanodotti e non si sbloccano i progetti sugli impianti di rigassificazione, per poter importare il gas in forma liquida, via nave, i prezzi non scenderanno», dice Roberto Bazzano, presidente dell`Amga di Genova, socia di Plurigas (il quarto importatore di gas italiano) e neo-acquirente di Interpower (la terza società di centrali dell`Enel).
E Claudio Belvedere, amministratore delegato di Egl Italia, filiale della svizzera Egl, terzo operatore nel mercato libero dell`energia in Italia con una quota dell`8%: «Ci vorranno anni perché i prezzi scendano in maniera consistente – dice -. Le centrali sono obsolete e dipendenti dal petrolio». Perciò Egl nel nostro Paese sta costruendo quattro centrali. L`Italia è un affare. Per loro.

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